Lo smantellamento di Venere da parte di Expedia

In sostanza con un “no comment, ma i sindacati sono informati dei piani” Expedia ci ha risposto alla richiesta di verifica delle dismissioni della sede di Venere.com, che secondo un articolo de L’Inkiesta “resterà entro fine anno una scatola vuota”. Il presupposto della ritirata della piattaforma di prenotazioni alberghiere, nata in Italia nel 1995 e acquisita nel 2008 dal colosso Usa, è il raggiungimento dell’accordo sindacale con 23 dipendenti per la fuoriuscita, di circa 80 rimasti nell’azienda con sede a Roma.

“Negli ultimi due anni, Venere sta affrontando numerosi cambiamenti e diverse difficoltà – ci scrive la sede della ota -. I sindacati e le adeguate autorità del lavoro sono state informate sulle proposte relative al business plan di Venere. Fino a quando i piani non verranno finalizzati, non ci saranno cambiamenti immediati nell’attività. Al momento, preferiamo non commentare ulteriormente”.

Nel servizio della testata giornalistica, molto dettagliato, si parla di drastici licenziamenti – “durante il 2015 arriva la sforbiciata più dura: da 133 a 90 persone” con buonuscite di 24 mensilità e il grande rammarico dello “smantellamento” di un’azienda italiana che anticipò notevolmente l’e-commerce. Tra i punti quando “la piattaforma di Venere.com è stata fatta migrare su quella del sito Hotels.com”, il che pare abbia determinato l’aumento dei “malfunzionamenti e le conversioni tra visite e acquisti diminuite”.

Recentemente avevamo pubblicato la notizia dell’accordo tra Venere e il gsa Global Distribution Sales & Marketing per le attività di rappresentanza commerciale e assistenza. Abbiamo chiesto un commento alla sede italiana e siamo in attesa di risposta. p.ba.

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