Le tre sfide dei parchi divertimento

Ci sono tre filoni da tenere d’occhio per i parchi divertimento. Food&beverage, il concetto di resort e la virtual reality in quanto sono gli ambiti di innovazione e di investimento.

Il food&beverage
La prima voce ha una grande resa e va incontro soprattutto alle esigenze del target famiglia, “più propenso a fermarsi anche un’ora per mangiare – fa notare Roberto Canovi, direttore Parksmania.it -, in quanto ama l’atmosfera ed è un pubblico che oramai non cerca più l’adrenalina, ma un ambiente carino, tematizzato”. E’ un filone perseguito anche da alcuni parchi acquatici più evoluti se così si può dire, “nei prossimi anni sarà più sostenuto. I parchi che vogliono investire in esperienze puntano sulla ristorazione tematizzata”.
Dal canto suo Gardaland continua a puntare sull’offerta ristorativa, che ha visto la creazione di un Sushi Restaurant, un Chiosco Vegano, che tiene conto delle nuove tendenze del food e la nuova trattoria Capitan Hook. Ci sono anche i menu dedicati ai celiaci. Sono 25 i punti ristorazione nel parco. Il f&b è il 25% del fatturato del parco, il 5%  è il merchandising.
Nel caso di Disneyland Paris gli introiti derivati dal food & beverage sono “una leva essenziale nel business del parco. I pasti rappresentano un grande valore aggiunto per la clientela italiana, infatti la formula di mezza pensione è quasi sempre inserita nelle offerte promozionali proprio perchè sono molto apprezzate”.
“La ristorazione è sempre stata vista dal punto di vista dello snack – osserva Giovanni Cavalli, a.d. PortAventura e Ferrari Land -, che non della ristorazione vera e propria”, da 5/6 anni è cambiata la tendenza. Il parco ha optato per una tematizzazione della ristorazione in base alle aree geografiche. Per PortAventura il f&b rappresenta il 30% del fatturato totale del parco, il 15% il merchandising, circa il 55% è il biglietto, 200 mln di euro è il fatturato totale, comprensivo di convention e alberghi. Il parco ha circa 4 mln di visitatori, è atteso un incremento di 1 mln con l’arrivo di Ferrari Land nel 2017.  “L’unico parco Ferrari in Europa, abbiamo l’esclusiva per i prossimi 30 anni”.

La logica del resort
Il concetto di resort non è mai tramontato. “Si sta investendo anche in Italia, compatibilmente con i budget a disposizione e la crisi a livello globale”, afferma Canovi. Gardaland ha aperto quest’anno il Gardaland Adventure Hotel, 25 mln di euro di investimento, 100 camere e un hotel interamente tematizzato. L’obiettivo? Diventare “una destinazione turistica del divertimento a livello europeo”, afferma il ceo Aldo Maria Vigevani. Per farlo si sfruttano le potenzialità del Lago di Garda (4,9 milioni di turisti nel 2015). Basti dire che “l’area veronese del lago attira quasi la metà dei turisti con 2,6 milioni di ospiti per un totale di oltre 12 milioni di presenze”. Anche le ultime mosse sul fronte alberghiero lo dimostrano, al punto tale che sono presumibili “in futuro investimenti in tal senso”, afferma Carlo Fossili, head of sales Gardaland.
Anche Mirabilandia si apre alla sfida dell’hotellerie. Il parco “ha annunciato che nei prossimi 2 anni metterà in cantiere un hotel, a dimostrazione che la logica del resort è attuale e perseguibile”, osserva Canovi. In merito ai piani di sviluppo, Tommaso Bertini sales & marketing director del parco conferma “l’ampliamento delle opportunità di ricettività per i clienti”. Il 2016 è un anno importante per Mirabilandia, con “l’inaugurazione dell’area tematizzata Far West, 3 nuove attrazioni e la ritematizzazione di attrazioni esistenti, con un investimento di circa 4 mln di euro. Per il biennio 2017-2018 abbiamo in programma piani di sviluppo ancora più ambiziosi che comprendono una nuova area a Nord del parco”.
Ampiamenti sul fronte ricettivo anche per Europa Park, con un ulteriore hotel, ma c’è in serbo anche un parco acquatico.
Per PortAventura “nella strategia generale un punto fondamentale è la parte ricettiva, su cui continueremo ad investire”, dichiara l’a.d. In linea con la volontà di destagionalizzare sempre di più l’offerta, che vede in programma una struttura indoor.

La virtual reality
La tecnologia sempre di più diventa alleata dei parchi per garantire esperienze votate alla personalizzazione, fa notare Canovi. Un esempio è Europa Park che “ha investito sui nuovi visori 3D”. Dopo la prima mondiale della virtual reality applicata all’Alpenexpress Coastiatity lo scorso anno, questa stagione anche le montagne russe per la famiglia, Pegasus Coastiality, si avvarranno della tecnologia VR. Gli ospiti si muoveranno all’interno del mondo Happy Family con occhiali per la realtà virtuale. Canovi parla di “rivoluzione in atto” e la definisce “poderosa”, visto che oggi in molti parchi di divertimento si può salire su un rollercoaster, indossare il visore e vivere un’esperienza che abbina “le sensazioni provocate dalle forze G sul tracciato a un filmato sincronizzato realizzato in computergrafica”. Senza varcare i confini di casa nostra, Rainbow MagicLand a Roma, propone il primo virtual coaster d’Italia. Il parco ha implementato la realtà virtuale sul rollercoaster l’Olandese Volante, aggiungendo anche l’audio. Canovi non ha dubbi che dal 2017 tutti proporranno questa possibilità, un investimento non troppo oneroso che fa contento il visitatore in cerca di novità e il parco, che dimostra di stare al passo con i tempi. Un discorso che apre scenari sempre più personalizzabili tra visori, realtà aumentata e filmati 3D sulle attrazioni.

Il parco si fa social
Essere al passo con i tempi. E’ quello che ha fatto Aqualandia. La strategia portata avanti è stata una “evoluzione da parco acquatico verso un modello a tema acquatico”, spiega il direttore marketing, Massimo Lanza. Il che ha comportato lo sviluppo di una serie di elementi caratterizzanti i parchi tematici, a partire dalla scenografia. A riprova di ciò, ad Aqualandia “più dell’80% della superficie è tematizzata, abbiamo 7 spettacoli (altra caratteristica dei parchi divertimento), e 4 appuntamenti di animazione, oltre alle attrazioni”. La mossa del parco è stata anche quella di rivolgersi al target dei teenager, organizzando il primo raduno estivo di youtuber Il che ha portato “oltre 3 mln di contatti sul web e 2mila ragazzi all’interno del parco”. Il tutto in linea con la volontà di diventare “il primo parco social al mondo”. In questa direzione va la nuova attrazione Jungle Jump, con la possibilità di collegare il braccialetto che il visitatore indossa in quanto sostituisce il portafoglio, al proprio indirizzo di posta elettronica. Sarà utilizzato per far partire “una telecamera con microfono per registrare una dedica prima del lancio, che sarà montata con il video dell’evoluzione finale”. Il link al filmato, dopo 5/10 minuti, sarà inviato alla posta elettronica e potrà essere condiviso sui social network. In questo modo gli ospiti diventano “testimonial”, i video diventano virali e il parco amplifica i contatti. “E’ un progetto nuovo, sviluppato internamente dal nostro it manager, che nel 2017 sarà esteso a tutte le altre attrazioni”.

La Brexit non fa paura
L’apporto dei mercati stranieri in termini di flussi si conferma importante e la  Brexit sembra non fare più di tanto paura. Mirabilandia non si attende “impatti sul flusso turistico dalla Gran Bretagna, almeno nel breve periodo”, afferma Bertini. E per il resto dei flussi stranieri “i dati previsionali sembrano essere buoni”. Il mercato italiano è quello di riferimento per Gardaland, con un +8% sul 2015. Per il parco il 70% sono presenze italiane, il 30% straniere. “C’è un boom dal mercato estero” sul fronte ricettivo, “con circa 8mila roomnight nei nostri alberghi. I principali bacini per l’incoming sono Germania, Austria, Olanda, Belgio, Svizzera, Israele per l’intermediato trade”.      

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