La Brexit non fa paura ai parchi divertimento

La Brexit non fa paura ai parchi divertimento. Sembra proprio così. Almeno nell'immediato non sono attese ripercussioni sui flussi, semmai qualche ragionamento lo si potrà fare per l'anno prossimo. E' un po' questo il parere di chi ha, tra i propri flussi stranieri, anche il mercato britannico.

Inutile dire che l’apporto dei mercati stranieri in termini di visitatori nei parchi divertimento si conferma importante. Per esempio dallo scorso mese di aprile c'è stata "una grande affluenza sul Garda da parte dei turisti stranieri a seguito anche del crollo del mercato nordafricano – fa presente a Guida Viaggi Roberto Canovi, esperto e conoscitore dei parchi divertimento e direttore Parksmania.it – anche per olandesi, inglesi, tedeschi che si sono riversati sulla zona del Garda e della Riviera Romagnola, in particolare olandesi e tedeschi già prima della Pentecoste”. Poi il tempo non ha aiutato, ma in ogni caso i flussi stranieri hanno dato un buon apporto. Quanto al mercato russo, “da un anno e mezzo a questa parte non ha usufruito dei parchi divertimento come negli anni precedenti e, come si sa, è un bacino molto interessante, per esempio per la Riviera romagnola”. Canovi fa un passo in più ed osserva che i parchi, sul fronte dell’offerta “devono guardare oltre confine ai gusti dei tedeschi” e di un pubblico più internazionale.

Ci sono parchi che riescono a destagionalizzare molto bene. Un esempio è Europa Park, 5 milioni e mezzo di visitatori nel 2015, 5 alberghi ed un’apertura 320 giorni all’anno, anche a parco chiuso e questo grazie allo sviluppo anche di altri segmenti, come il fronte congressuale. 

Mirabilandia è tra i parchi che non si attende “impatti sul flusso turistico dalla Gran Bretagna, almeno nel breve periodo”, afferma Tommaso Bertini sales & marketing director del parco, che, per la stagione estiva 2016 afferma: “Possiamo ritenerci ottimisti”. Ricordiamo che il parco ha recentemente lanciato “una promozione interessante per i tedeschi che volevano raggiungere la Riviera Romagnola in treno con una tariffa speciale”.

Il mercato italiano è quello di riferimento per Gardaland, con un +8% sul 2015. Per il parco il 70% sono presenze italiane, il 30% straniere. Se l’Italia (per il parco, ndr) si conferma il 1° mercato, sul fronte estero la classifica vede al primo posto la Germania, fa presente Carlo Fossili, head of sales Gardaland, seguita da Austria, Svizzera, Slovenia e Croazia. Per quanto riguarda il fronte ricettivo il manager segnala “un boom dal mercato estero con circa 8mila roomnight nei nostri alberghi. I principali bacini per l’incoming sono Germania, Austria, Olanda, Belgio, Svizzera, Israele per l’intermediato trade”.

Nel caso di Aqualandia il rapporto tra italiani e stranieri oscilla tra un 60% i primi ed un 40% i secondi o 55-45%, fa presente il direttore marketing, Massimo Lanza. Tra i bacini stranieri segnala l’Austria e il mercato tedesco, i Paesi dell’Est e l’Olanda. Non teme quindi la Brexit, in quanto il mercato inglese non alimenta grossi flussi.

Per PortAventura, Giovanni Cavalli, a.d. PortAventura e Ferrari Land, mette l’accento sul fatto di essere un “parco molto internazionale, con 600mila visitatori francesi, 500mila inglesi ed altrettanti russi”. Del cliente inglese, in particolare, fa presente che è “amante della Spagna e che la Brexit può comportare un calo del suo potere d’acquisto, con ricadute negative in ambito turistico, ma la situazione geopolitica non dà tanti sbocchi differenti – osserva il manager -, pertanto per quest’anno non ci saranno ripercussioni. Vedremo nel 2017”. s.v.

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