Fiba sulle concessioni demaniali: l’Italia non può più rimandare riforma

"Faremo ulteriori approfondimenti giuridici, ma riteniamo che, anche per i contenuti della sentenza stessa e delle sue importanti aperture positive, sia ormai giunto il momento per l'Italia di dotarsi di una nuova legge di riforma del demanio turistico". E' quanto afferma Vincenzo Lardinelli, presidente della Fiba-Confesercenti, commentando il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea sulla proroga delle concessioni demaniali. "Proprio in questi giorni si stanno gettando in Parlamento i principi fondanti di una nuova legge attraverso una delega al Governo – sottolinea – ma occorre farlo in tempi brevi. Non ci sono più motivi per ritardare l'avvio della riforma con il contributo delle Regioni e delle rappresentanze delle imprese. Le 30.000 aziende che operano sul demanio lo chiedono da anni e aspettano da tempo di poter rilanciare gli investimenti e alzare ulteriormente la qualità e la quantità dei servizi – conclude Lardinelli – nel rispetto di una tradizione e di una specificità che ha fatto del turismo balneare italiano una delle eccellenze che ci invidia tutto il mondo".
Critica anche la posizione di Assobalneari Italia: “Quello che sta avvenendo in Italia per le concessioni demaniali ai fini turistico ricreativi è una ‘suprema ingiustizia’ –  dichiara Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria – perché è ormai noto a tutti coloro che hanno seguito questa vicenda, che le concessioni dello stesso tipo di quelle di cui stiamo parlando che si trovano in Spagna o in Portogallo hanno ottenuto trattamenti completamente diversi e sono state tutelate dai rispettivi Governi con norme a tutela del valore economico e occupazionale che queste rappresentano”. E per l’Italia, si domanda  il presidente, “chi ha preso posizioni a Bruxelles a difesa di 30.000 aziende, di 300.000 posti di lavoro, di un indotto che gravita intorno al turismo balneare che rappresenta numeri di primaria importanza costituito da imprese fornitrici tipicamente italiane, professionisti e artigiani, e produttori di attrezzature che tutti vedono sulle nostre spiagge?”. L’associazione ritiene che “il nostro Governo abbia tutte le possibilità, la forza e soprattutto il dovere, di recarsi a Bruxelles per alzare il livello delle trattative con la Commissione europea”.

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