Finanziarsi con un bando

“Fondi Ue, cinque miliardi inutilizzati. E 60mila progetti non sono neanche partiti. L'Italia aveva a disposizione 28 miliardi di aiuti strutturali. Ma il 20% è ancora nei forzieri di Bruxelles”. Sono titolo e sommario di un articolo de L’Espresso di maggio scorso.
Lo prendiamo in prestito per far passare il messaggio che una parte dei fondi pubblici per finanziare progetti, tanta o poca secondo i punti di vista, va dispersa.  Si tratta di cinque miliardi e 300 milioni di euro rimasti nelle casse europee della programmazione 2007-2013 “grosso modo quanto vale il taglio delle tasse annunciato per quest'anno da Matteo Renzi – scrive il settimanale-. Una cifra che da sola sarebbe sufficiente a costruire una buona metà del contestato ponte sullo Stretto di Messina”.
Già, ma come accedere correttamente ai bandi? A NF16 abbiamo voluto Marco Cocciarini, consulente dell’associazione Startup turismo a spiegarlo alle imprese. “Confermo, le dotazioni sono importanti, per ogni Gal (provinciali) almeno 4/500mila euro all’anno”, osserva. E l’Italia li perde o non riesce ad accederne? “Esattamente, per mancata informazione o perché non sappiamo scrivere progetti competitivi, a volte si avanzano richieste ‘copia e incolla’ partendo dal presupposto che l’anno scorso erano passate”.
Occorre conoscere la tipologia degli stanziamenti economici che gli enti pubblici destinano per determinate attività, poiché sono tanti e diversificati. Un’agenzia di viaggi può fare da fornitore di logistica all’interno di un progetto, oppure da distributore. Deve però essere iscritto agli albi giusti per accedere. Il seminario di NF mira quindi a spiegare una strategia di approccio e di partenariato.

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