Norwegian Air: sì al lungo raggio low cost da Roma, ma manca la data

Il volo low cost lungo raggio da Roma ci sarà, ma non ha ancora una data certa. Sono queste le dichiarazioni di Alfons Claver, communications and institutional relations manager di Norwegian Air, a #NF16 per discutere del business model in un panel dedicato con altri attori delle compagnie aeree e degli scali italiani.

"Sono quattro i punti di accesso europei al Nord America dall'Europa, dopo Parigi, Londra, Barcellona pensiamo sicuramente a Roma – ribadisce il manager – ma non possiamo sbilanciarci su quando, potrà essere il 2017 o anche il 2018".

Intanto, in Italia c'è chi si dice pronto ad accogliere questo business, su una "North Atlantic Track" che fa gola: nel 2014 sono stati globalmente 62 mln 800mila i passeggeri sulla tratta, pari al 18,7% del traffico europeo complessivo (fonte Eurostat). "Se siamo pronti ad accogliere un B787? Certo, anche più di uno", rilancia Giacomo Cattaneo, aviation director Sacbo. Come è noto, quella che dovrebbe diventare una nuova realtà italiana nel panorama delle aerolinee ha manifestato interesse. "Al momento si tratta di un progetto e mi auguro che possa diventare qualcosa di più – afferma il manager -. In ogni caso, la nostra struttura è pronta ai voli lungo raggio, si tratta magari di potenziare alcuni servizi come i controlli passaporto per i voli extra-Ue, ma mi auguro che anche questa possa diventare una componente del nostro sviluppo".

Sembra essere ancora allo stato di progetto anche un altro rumor di cui di sta parlando: il feederaggio dei voli long haul di Norwegian da parte di Ryanair. "Non c'è niente di deciso – spiega Claver -, ci sono colloqui in corso ma se dovesse realizzarsi si partirà probabilmente da Gatwick".

Ma quali sono le condizioni che stanno permettendo business model come quello di Norwegian? "Si tratta essenzialmente di tre fattori – spiega Andrea Giuricin, economista dei trasporti e docente a Milano Bicocca -. Quello tecnologico, con aeromobili come il B787 e l'A350 più efficienti sui consumi, l'evoluzione delle compagnie e la liberalizzazione, come l'Open Sky".
Uno dei settori che potrebbe sentirsi maggiormente minacciato, ha spiegato Fabio Lazzerini, direttore generale Emirates Italia, è quello dei charter, mentre è comunque ancora da vedere quanto potrà entrare nel business del tour operating: "È vero che c'è una fascia di clientela che chiede il volo diretto su una destinazione lungo raggio – sottolinea Gianni Soffritti, sales manager Press Tours -, ma il t.o. ha necessità di due garanzie, quella dei costi e quella della disponibilità".

Sicuramente, "le compagnie tradizionali difenderanno fortemente il loro business lungo raggio – commenta Camillo Bozzolo, direttore commerciale e marketing aviation di Save -, specialmente quando il costo carburante tornerà a salire e le low cost si troveranno a dover utilizzare le nuove macchine acquistate sul mercato europeo, e non su sviluppi che si sono messi da parte, come il Nord Africa e il Mediterraneo". m.t.

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