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Il Restaurant & Bar Design Award 2016 è stato assegnato al “Wu Taiyo Restaurant” di  Via Adige a Milano per la sua illuminazione. Questo premio si distingue da altri premi del settore food & beverage perché viene assegnato non tanto per il cibo in sé ma piuttosto all'ambiente e all'atmosfera nel quale si consuma il cibo. Un premio che vuole sottolineare l'importanza dell'interior design negli spazi della ristorazione.

I consumatori di oggi prediligono luoghi e spazi che sappiano emozionarli, che lascino impressi nella loro memoria ricordi unici e per questo si è scelto di creare un apposito premio che sottolinei l'importanza che ha la psicologia dello spazio per chi lo spazio lo vive. Negli ultimi decenni c'è stata una vera rivoluzione in questa direzione e per questo motivo i progettisti tendono a dare molta importanza all'aspetto emozionale e scenografico degli ambienti.

Maurizio Lai vincitore del premio 2016, è un progettista di grande capacità che sa elaborare progetti molto accurati e molto scenografici. I suoi  progetti di interior design  sono riconoscibili per come egli utilizza la luce e gli effetti scenografici della luce, nello spazio architettonico, con un linguaggio personale: egli crea atmosfere memorabili. La sua è una capacità che si conferma negli anni e che si esprime attraverso pezzi pensati ad hoc per ogni ambiente. Anche in questo ristorante i corpi illuminanti sono per la maggior parte "customizzati", cioè progettati e realizzati appositamente per questo luogo e per questo cliente. Il premio che è stato assegnato al Wu Taiyo di Milano riguarda proprio la luce, il Lighting Maurizio Lai e l'atmosfera suggestiva che egli riesce ad creare negli spazi da lui progettati, gli è valso questo premio.

In questa breve intervista è stato chiesto a Maurizio Lai di raccontare il suo progetto di illuminazione e soprattutto di descrivere le lampade che ha pensato e realizzato appositamente per questo ambiente.

Maurizio Lai ha risposto raccontando così la sua esperienza:

"Ricevere un premio internazionale per la mia ricerca sul Lighting mi ha fatto molto piacere: è una sorta di riconoscimento della validità delle mie creazioni o forse della loro originalità, a cui non riesco a rinunciare. Per quanto riguarda Taiyo, il progetto si è fondato necessariamente sull'analisi distributiva dello spazio: ho voluto enfatizzare la particolarità dell'ambiente, costituito da una porzione anteriore dotata di dehor e quindi abbastanza luminosa e una parte posteriore dallo svolgimento longitudinale piuttosto ampio, dove la scarsità di illuminazione ha dato vita alla realizzazione di un'area lounge dai toni caldi e dalle luci soffuse, particolarmente adatto a creare un'atmosfera raccolta ed elegante. La scelta dei materiali si è cosi a sua volta declinata secondo due linee guida principali, trasparenti e luminose all'ingresso, materiche e setose nel resto del locale.

All'ingresso la zona bar è caratterizzata da un ampio retro bar realizzato interamente in vetro retro-illuminato e acciaio, secondo una struttura dalle interruzioni geometriche irregolari, che si spinge fino al soffitto della sala, completamente rivestito di specchi dalle tonalità fumè, a creare una sorta di costruzione immaginaria, una superficie dove l'intero locale si riflette quasi all'infinito. Completano l'installazione un grande pannello luminoso in airtex stampato arricchito da una sovrastruttura metallica a due strati con intarsi in plexiglas opalino e brunito e tre grandi lampadari circolari e filiformi, in metallo verniciato, tra i pochi oggetti che abbiamo acquistato e non disegnato e prodotto noi stessi.
Per continuare, la zona lounge è preceduta da un corridoio lungo il quale si succede una scansione di fessure luminose che si riflettono in una controparete formata da un grande mosaico di specchio scuro.

In questa parte del locale il controsoffitto luminoso, realizzato in moduli di lamiera verniciata con incisioni laser, crea un senso di continuità tra le sale e l'ingresso, sottolineando le dimensioni dello spazio e, al tempo stesso, confondendo l'occhio del visitatore.

Infine, la sala sul fondo è impreziosita da un grande lampadario metallico dai toni bruniti, mentre le pareti ospitano un progetto particolarmente ricco di dettagli, costituito da una successione irregolare di elementi ricurvi, rivestiti da una varietà di essenze preziose dalla finitura naturale, che lasciano trapelare lame di luce orizzontali e verticali.

La luce è il mio linguaggio, una parte integrante e fondamentale della mia architettura, quasi fosse materia, un elemento costruttivo ".