Lombardia: conquiste per le adv dalla nuova legge del turismo

Le adv della Lombardia non devono più pagare la fidejussione per poter esercitare la propria attività. E’ uno dei risultati conseguiti da Assoviaggi, che fa parte di un pacchetto di richieste avanzate dalla associazione alla regione, quando è stato chiesto lo stato di crisi del comparto nel novembre 2015.

Oggi, a differenza di un anno fa, il rilascio della licenza viene effettuato dai Comuni e non più dalle Province. L’adv viene quindi equiparata ad una qualsiasi attività commerciale. La novità è che le adv lombarde “non devono più presentare la quietanza di versamento per la fidejussione (il balzello che pagavano per poter esercitare la licenza, ndr) – spiega a Guida Viaggi Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi -. E’ stata cancellata grazie all’ascolto che ci è stato dato dall’assessore Mauro Parolini, che ha preso in considerazione una delle molteplici proposte avanzate”.

Un balzello in meno quindi, la cui esistenza è stata considerata vana come comprovato dalle statistiche, ossia dai rari casi in cui le adv sono incorse in multe da pagare. Perchè le adv dovevano versare una fidejussione? Perchè, ci spiega Rebecchi, serviva a garantire l'ente di controllo nel momento in cui avesse rilasciato una multa all'adv e quest'ultima non fosse stata in grado di pagare. L'ente di controllo poteva multare il punto vendita per esempio per non aver rispettato l'orario di esercizio indicato o per avere presentato dei programmi non in regola con quanto disposto dalla Comunità europea. In caso di mancato pagamento la multa veniva riscossa dalla fidejussione fatta. 

La nuova legge n.27 del turismo della Lombardia è stata approvata ad ottobre del 2015 e in quella circostanza prevedeva che la fidejussione venisse raddoppiata, il che non era in linea con la condizione e le esigenze delle adv lombarde.

Lotta all'abusivismo

L'aggiornamento della legge avvenuto lo scorso anno ha introdotto un altro elemento importante che va colpire il fenomeno dell’abusivismo, regolamentando il mondo no profit. “E’ uno dei più grandi problemi e viene perpetrato da associazioni, cral e aggregazioni che vendono e organizzano viaggi”, fa presente Rebecchi, che parla di “una battaglia di equità e non di lobby per tutelare il consumatore”. La nuova legge ha introdotto una novità importante, in base alla quale “oggi anche per le associazioni no profit è stata introdotta l’obbligatorietà della polizza Rc come per le adv, inoltre, è stato introdotto un articolo che vieta la diffusione di eventuali viaggi organizzati sotto qualsiasi forma – spiega Rebecchi, ponendo l'accento su questo ultimo punto – al di là del proprio ambito associativo”. Pertanto le associazioni no profit possono diffondere viaggi esclusivamete ai propri soci.

Un ulteriore passo avanti è l’aver introdotto sanzioni amministrative (a partire da 3mila euro, ndr), “somme di cui potrebbero beneficiarne i Comuni per migliorare i controlli, arrivando fino alla chiusura dell'attività associativa”. Il giro d’affari dell’abusivismo in Italia, per il settore adv, t.o, guide turistiche, è pari a 780 mln di euro, come attestano i dati di Confesercenti nazionale. E' di diverse decine di milioni in Lombardia. s.v.

 

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