L’accelerata lombarda sul turismo

Che la Lombardia voglia ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nell’economia del tempo libero è ormai noto e ha smesso anche di sembrare stridente con quel Dna da “locomotiva d’Italia”, tante volte ripetuto per l’industria manifatturiera. Indetto “l’anno del turismo” in questo 2016, la Regione ha messo in fila una fitta agenda di iniziative per promuovere ogni angolo di sé, sostenendo le aziende che vogliono seguire questo trend. Dalla gastronomia all’arte, alle terme in uno degli svariati progetti interregionali, fino al cosiddetto “turismo esperienziale” e senza dimenticare quello open air (in camper). “L’obiettivo è aumentare le nostre quote di mercato”, tradisce l’impostazione business l’assessore Mauro Parolini. Il suo mandato è piuttosto generoso in fatto di fondi destinati al settore, a cominciare dai 60 milioni complessivi annunciati al varo di questo anno zero, partito il 29 maggio. Un bando in particolare ha riguardato le agenzie di viaggio: “Travel trade” che ha riservato disponibilità per 1,5 milioni a progetti da parte di imprese aggregate in almeno dieci unità, comprese le guide turistiche. “Doveva favorire servizi integrati per distribuire meglio i flussi turistici, favorendo visita e permanenza anche su territori oggi poco conosciuti”, spiega la Regione. Come per l’Italia tutta, anche la Lombardia sceglie dunque di orientare i turisti oltre i centri principali, ma soprattutto offrire una soluzione alla crisi imprenditoriale, delle adv in particolare, cui ora è stato eliminato anche il deposito cauzionale (fidejussione). Nella regione ci sono 2mila400 imprese di viaggi attive per 8mila300 addetti, il 20% del totale nazionale, secondo i dati di Confcommercio. “Il nostro obiettivo – ha affermato l’assessore – è accompagnare gli operatori verso una riconfigurazione del business, più orientato all’incoming o ad un’attività prevalente di tipo consulenziale. È importante dare nuove opportunità, incentivare l’aggregazione per ripensare il paradigma tradizionale, essere più competitivi e affrontare un contesto che, sotto la spinta messa in atto da internet e anche da una percezione diffusa di insicurezza internazionale, ha cambiato profondamente le abitudini dei consumatori, la loro propensione e le modalità di organizzare dei viaggi”. Nel 2015 il turismo lombardo è cresciuto più che nel resto d’Italia (complice Expo a Milano), arrivi e presenze hanno fatto registrare un aumento complessivo dell’11% in tutta la regione, con 15,6 milioni di arrivi.

Cicloturismo
Al recente Wtm di Londra, Parolini ha ribadito l’accelerazione impressa al comparto “grazie a una nuova legge, un nuovo modo di gestirlo e soprattutto una più moderna ed organica strategia di promozione grazie ad Explora, che è diventata a pieno titolo la nostra destination management organization”. Due i nuovi progetti presentati: Cult City, che punta ai capoluoghi e al patrimonio architettonico-artistico, e Sapore in Lombardia in partnership con Fiera Milano. Insieme ai tre bandi da 9 milioni per migliorare l’offerta legata al cicloturismo e diventarne il principale hub europeo, sono solo le più recenti azioni di una legislatura che ne ha intraprese un numero considerevole, individuando in una economia fin qui considerata “di contorno” la leva per creare occupazione e una migliore qualità della vita.      

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