Veneto: ponte “a doppia velocità”

Soddisfatto e preoccupato. Il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli commenta così il ponte festivo ‘a doppia velocità’ appena trascorso in montagna, dalle Dolomiti alla Lessinia, all’Altopiano di Asiago. Unica regina, Cortina. Che grazie alle iniziative (tante e di alto livello) messe in campo per lo scorso weekend, ha registrato con soddisfazione il tutto esaurito in tutti gli hotel. Nonostante l’assenza di neve naturale. Nonostante i prezzi fossero quelli consueti, di metà stagione. “Era come se fosse Natale, con ottimi risultati in termini di affluenza e di immagine – commenta il presidente di Federalberghi Cortina Gianluca Lorenzi – segno che quando si uniscono le forze le cose funzionano”.

“Gli eventi hanno spinto gli arrivi e la politica del servizio è prevalsa su quella dei prezzi – spiega Marco Michielli – Cortina fa storia a sé, da sempre, ma il successo formidabile dello scorso week end, che ha portato nella regina delle Dolomiti migliaia di turisti, prevalentemente italiani, dovrebbe farci riflettere sulla forza propulsiva degli eventi”.

Non è andata così nel resto delle Dolomiti bellunesi e della montagna veneta in generale, dall’Altpiano di Asiago alla Lessinia. Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno, parla di un ponte in linea con quello dell’anno scorso, con alcuni alberghi che hanno preferito tenere chiuso, con quelli aperti poco frequentati e con diverse disdette giunte poco prima del weekend. “Se manca la neve, quella naturale, c’è poco da fare – dice De Cassan – Oltre ai ‘fiocchi’ artificiali, che già ci sono in questo periodo, bisognerebbe cominciare a pensare a iniziative corali come quelle di Cortina per attrarre turisti anche nel resto della montagna”.

Le strategie future dovrebbero avere come obiettivo l’espansione del turismo straniero anche al di fuori di Cortina, che potrebbe fare da volano per spingere la curiosità anche verso le località vicine – aggiunge il presidente di Federalberghi Veneto Michielli – La grande bellezza delle nostra montagne non si ferma alla perla delle Dolomiti, ma non tutti lo sanno”.

 

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