Il modello McDonald’s

McDonald’s insegna. Con le colonne digitalizzate il cliente usufruisce di un servizio al tavolo che gli consente di non andare più al bancone ad ordinare. Il futuro? “Ogni tavolo potrà essere dotato di tablet da cui poter ordinare ed effettuare il pagamento”. Stefano Corti, social media manager, community manager, scouting di Startup Turismo, non ha dubbi si sta andando verso questa direzione e il turismo non ne è immune.

Gli ambiti di sviluppo,
tra banche e fashion

In quali settori le app si stanno sviluppando maggiormente? “A parte il boom nel turismo con un’Italia che avanza”, c’è il settore bancario, “il punto comune a tutti è l’interazione sociale, il consulente via app”.
In questo ambito stupisce molto di più visto che si tratta di soldi, ma nonostante ciò si sta accettando “il fatto di non parlare con una persona e ci si inizia a muovere molto di più tramite mobile”. Anche nel mondo del fashion sta diventando sempre più normale “comprare via smartphone. Ci sono tutte le informazioni per poter acquistare un capo senza averlo provato. Inoltre, ci si muove per sopperire al dubbio del sarà la mia taglia, mi starà bene?”. Come? Grazie “alla realtà virtuale che sarà possibile tramite mobile. Per ora, però, ci si accontenta del reso gratis e del cambio in 3 giorni”, ma il futuro si sa quale sarà.
Visto che la realtà potenziata ha già conquistato lo street marketing a livello pubblicitario. E questo perché l’obiettivo è “stupire”.
Non dimentichiamoci che in questa società “vince chi comunica meglio e non chi ha un prodotto migliore”. Chi sa “rendermi importante”, chi sa personalizzare, visto che “tutto è incentrato sull’io”. Basti pensare al mondo Apple e alla filosofia di fondo che accoglie il cliente quando entra in uno store, chi lo ha provato lo sa. “Il ragazzo è pronto ad aiutare me e su di me si concentra. Tutta l’operazione di acquisto inizia e finisce con la stessa persona, anche il pagamento – osserva Corti -. E’ tutto accorciato per rendere il processo più dinamico, veloce, personalizzato, efficiente”.

Investimento
L’investimento per la realizzazione di un’app è molto più oneroso rispetto a quella di un sito web. Per una serie di motivi che sono legati a più fattori. Per esempio al fatto di dover “gestire due mondi (Apple e Android), skill differenti, oltre alla necessità di essere integrato con il device”, spiega Pietro Ferraris, presidente Startup Turismo e founder di Map2App, ma anche “per l’uso di linguaggi di programmazione più complessi dell’Html, che serve per produrre siti web. Inoltre, l’advertising per far scaricare un’app ha un costo nell’ordine di 2-5 euro, mentre il click per visitare il sito è meno costoso, si parla di centesimi”.
I vantaggi però sono maggiori, basti considerare il potere delle notifiche attraverso un’app su dispositivo mobile. Offre una visibilità maggiore e la possibilità di avere una serie di servizi nel momento in cui è nota la mia posizione. Per questo non ci sono dubbi sul fatto che il mondo delle app abbia un futuro.
Visto anche che la ricerca si sposta da pc a mobile, è “un trend destinato solo a crescere, una torta che si spartiranno in pochi, ma su cui stanno investendo”.                             

Tags: ,

Potrebbe interessarti