Press Tours: fiduciosi  sul prodotto Stati Uniti

“Anche quest’anno siamo in crescita a doppia cifra”. E’ positivo Moreno Rognoni, responsabile comunicazione ed eventi di Press Tours.  Ci racconta che l’andamento del tour operator è ormai in ascesa costante negli ultimi 14 anni. Si attesta tra il 10 e il 15% l’aumento sul fatturato, che si aggira attorno ai 90 milioni di euro, per circa 80.000 passeggeri movimentati nel 2016.  “Abbiamo lavorato a piccoli passi, focalizzandoci sulla conoscenza capillare del prodotto, specializzandoci nei Caraibi e poi, quando ci siamo aperti a nuove destinazioni, lo abbiamo fatto sempre investendo su una risorsa che già conoscesse perfettamente il territorio e i fornitori”. In questo modo Press Tours non è più solo “quello dei Caraibi” per le agenzie di viaggi. Sdoganato dalla sua specializzazione, il tour operator deve attualmente una fetta importante del suo fatturato agli Stati Uniti, “non solo come punto di partenza per un’estensione mare, ma come meta secca, in itinerari veramente unici, flessibili ed esclusivi”.

Ritorno su Antigua
Nei Caraibi il t.o. punterà sulle isole in cui i competitor non arrivano, o che conoscono meno dettagliatamente. “Il ritorno su Antigua, reso possibile grazie al nostro collegamento su La Romana con Neos, sta già dando segnali decisivi sui viaggi di nozze”. Ma in genere tutte le Piccole Antille saranno la destinazione del futuro secondo il manager. “Da Porto Rico fino alla Colombia queste 32 piccole isole, ognuna con caratteristiche diverse, rappresentano la nuova frontiera di chi vorrà fare un viaggio fuori dal comune”. Nuovi stimoli e proposte in catalogo anche sull’Oceano Indiano, Capo Verde, e Oriente “dove promette bene il Giappone”.  Grande l’impegno con le agenzie, declinato in serate tematiche per tutta la penisola attraverso partnership con catene alberghiere, grandi brand e enti del Turismo.

La trasversalità
“Siamo un operatore molto trasversale: nella stessa destinazione possiamo avere un resort a 5 stelle o un agriturismo nella foresta dove c’è un sito archeologico inesplorato”, spie-ga il manager. “Non lavoriamo su target precisi, e questa è una scelta che abbiamo ribadito anche in momenti difficili, che hanno lasciato mutamenti profondi nel mercato; se si pensa che Neos è oggi uno dei pochi charteristi rimanenti, e che fino a qualche anno fa lavoravamo mol-to poco con i voli di linea, si ha la misura della trasformazione che c’è stata”, sottolinea il manager. Nel 2017 Press Tours punta a consolidare questo sviluppo negli Usa. Quando obiettiamo che forse Donald Trump potrebbe portare restrizioni importanti al turismo, Rognoni è fiducioso: “Dicevano anche che con Cuba sarebbe tutto cambiato alla morte di Fidel Castro e nulla si è spostato di una virgola”.

Tags: ,

Potrebbe interessarti