Manzi, Best Western Italia: “Siamo in meno ma più omogenei e reattivi”

“Siamo in una fase di trasformazione”.  Giovanna Manzi, ceo Best Western Italia, comincia così a raccontare i risultati registrati dalla catena nel 2016 e i primi traguardi raggiunti nel nuovo anno. “Il nuovo logo comincia ad entrare nel territorio. Gli hotel stanno man mano cambiando insegna”, aggiunge la manager.

Negli ultimi 15 mesi Best Western ha vissuto grandi cambiamenti, tra questi una maggiore segmentazione dell’offerta e una crescita della produzione Expedia degli hotel Bw che, grazie alla collaborazione con la Ota, ha registrato a livello globale un +28%. “Catena e Ota posso fare partnership”, commenta in merito Manzi. L’accordo ha avuto un impatto sulle altre Ota, come Booking. “Il nostro consiglio agli albergatori è quello di tenere una percentuale di intermediato con le online travel agency che sia sostenibile al fine di non erodere troppo i margini. Oggi, su questo fronte, siamo in una fase di ricerca di equilibrio”. Una ricerca che deve fare i conti con una situazione in continuo cambiamento, come testimonia la prossima partnership  con Hrs, di cui si attende il lancio ufficiale entro giugno.

Rispetto alla segmentazione dell’offerta, Giovanna Manzi, nel presentare i 6 brand che fanno oggi capo a Bw, rimarca come questa strategia meglio rispetti le esigenze della clientela. In ambito di business development globale, poi,  Best Western International ha annunciato la nascita di Sure Stay Group, società autonoma rispetto al gruppo che propone un modello di affiliazione withe label per strutture economy e mid scale. Tre i brand proposti: SureStay, SureStay Plus e SureStay Signature Collection. Ad oggi si contano 30 hotel affiliati in Nord America e nel 2017 il target è di aggiungere altri 100 alberghi. “Credo che sia un approccio valido per il mercato italiano – sottolinea Giovanna Manzi -, che va incontro alle necessità di marchio, servizi e distribuzione di molti hotel”.

Sul fronte dei numeri, il fatturato B&B hotel della catena nel 2016 è stato di 230 milioni di euro, per un fatturato transato da Best Western di 87 milioni di euro. Il network conta oggi 160 hotel in 100 destinazioni: “Siamo meno ma più omogenei e più reattivi”, commenta Manzi. Il 2017 è iniziato positivamente, con un fatturato che a gennaio ha messo a segno un +10%. I booking per l’anno a gennaio, rispetto a gennaio 2016, hanno registrato una crescita dello 8,7%. Dopo la novità del Crystal Palace di Torino, sono in arrivo nuovi ingressi a Firenze, Napoli, Lamezia Terme e Patti-Messina, per una pipeline che nel 2017 si prospetta “numerosa”. e.c.

 

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