Giuseppe Roscioli: Roma grida aiuto

La protesta di Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, si fa sempre più sentita. Pacato nei toni, si sofferma imperturbabile sui punti fondamentali delle sue battaglie: la tassa di soggiorno – di cui si paventa l’aumento – e l’abusivismo. La situazione è grave: nel 2016 sono state 1.251 le segnalazioni sul portale turismoillegale.com. Nella metà dei casi sono state riscontrate irregolarità per un mancato gettito fiscale su un imponibile di 3 milioni di euro. Roscioli è più scettico del solito.

Gv: L’assessore al Turismo del Comune di Roma, Adriano Meloni, ha detto che “la tassa di soggiorno che si paga a Roma è nella media, ci sono posti in cui si paga di più e altri dove si paga meno”. Cosa ne pensa?
“Quella di Roma è la più alta in Europa e bisogna considerare che città come Londra non la hanno affatto. Quindi non è nella media. Poi Roma ha anche la tassa per i pullman, che certo non ci rende competitivi rispetto ad altre destinazioni. Infine non si può applicare la stessa tassa in centro e in periferia. Bastano due chilometri e l’albergo in un Comune fuori dal raccordo ha un prezzo del 10% inferiore. Se si tratta di un albergo di categoria superiore e di una famiglia la tassa incide fino al 35% sul prezzo. Gli alberghi di periferia sono stati messi fuori gioco”.

Gv: L’assessore Meloni ha comunque detto che potrà aiutarvi sulla mancata applicazione della delibera del governo Alemanno che assegnava una percentuale da reinvestire nel turismo.
“Sì, era stato assegnato il 10% da reinvestire in scopi di interesse turistico. Non avremmo accettato e la protesta non sarebbe mai finita senza questo patto cui il Comune è, in seguito, venuto meno, nonostante l’abbia comunquedeliberato”.

Gv: Avevate chiesto proprio investimenti sui controlli contro l’abusivismo. Mai visto nemmeno un euro?
“Mai”.

Gv: E ora, con la Giunta Raggi, quanto della tassa di soggiorno sarà destinato al turismo?
“Dobbiamo vedere, nelle intenzioni dell’assessore il 5%, forse”. 

Gv: Ma davvero Roma aveva in bilancio per la promozione del turismo 100.000 euro all’arrivo della nuova Giunta Raggi? Che volume di affari deriva dal turismo a Roma?
“L’assessore Meloni ha detto che quando si è insediato ha trovato 100.000 euro destinati alla promozione turistica. Escluso l’incasso derivato dalla tassa di soggiorno, circa 120 milioni di euro, a Roma il volume di affari è attorno a 1 miliardo di euro. Senza parlare dell’indotto. Incide sul Pil nazionale in modo significativo”.

Gv: L’ultima edizione dell’Albergatore Day ha messo sul palco una prospettiva diversa di crescita della città con tre nuovi manager outsider alla guida di Aeroporti di Roma, Eur Spa, e Fiera di Roma. Lei è fiducioso?
“Il cambio è stato importantissimo. Abbiamo ai vertici delle aziende amministratori delegati che hanno avuto nomine non politiche, e che vengono dal mondo imprenditoriale di settore. Sono dei tecnici con obiettivi certi. E’ questo il cambio vero: ragionare con un’ottica manageriale con investimenti che abbiano proiezioni a 3/5 anni. Quando invece il manager è nominato politicamente, al di là delle capacità, cambia con il cambio dei vertici di potere e bisogna sempre ricominciare da capo”.

Gv: Tutti i manager hanno invocato una governance unitaria per azioni di indirizzo comune soprattutto in ambito Mice. Se non c’è il sostegno nelle istituzioni? Il Convention Bureau, ad esempio, è in dirittura di arrivo?
“I grandi eventi hanno bisogno di una governance. Per ottenere congressi bisogna essere competitivi, lavorare tutti insieme in sede internazionale: il Centro Congressi della Nuvola, l’accoglienza in aeroporto, gli albergatori. Ci sono congressi da cinquemila persone che spostano circa trecento pullman nella città. Occorrono permessi dalla Questura e come potremmo non prevedere un aiuto per la viabilità per non paralizzare la città? Il Convention Bureau è indispensabile per lavorare. Lo faremo con o senza le istituzioni, perché ci serve sia a livello organizzativo, sia per un coordinamento nell’offerta internazionale. E’ stato deliberato dalla Regione, vediamo cosa accade con il Comune. Le istituzioni non sono comunque previste come azioniste, ma solo come supporto esterno sul territorio”.         

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