Il piano d’attacco dell’Unione europea per scuotere il turismo

Sono tra i settori più dinamici dell’economia e con maggiore potenzialità di creazione di posti di lavoro. Stiamo parlando delle industrie culturali e creative e del turismo, per le quali l’Ue sta predisponendo un Piano d’azione per valorizzarne le sinergie. L’argomento è stato al centro di una lunga kermesse di interventi in Regione Lombardia a Milano nell’ambito di un evento organizzato dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, insieme al Mibact e alla Regione Lombardia.
Le industrie creative hanno, in Europa, 12 milioni di occupati diretti e un fatturato di 1,500 miliardi di euro. La crescita dell’occupazione tra il 2008 e il 2014 è stata nettamente sopra la media Ue con lo 0,7% l’anno. E’ per questo che, insieme all’industria turistica, possono rafforzare la competitività dell’Europa, per ora sempre prima destinazione mondiale per turismo ma con uno share che si sta erodendo a favore dei nuovi mercati non più solo emergenti.

Le risorse
Teatro, architettura, design, manifatturiero, artigianato ed enogastronomia sono diversi aspetti della creatività che si traducono nell’eccellenza del made in Italy, un brand facilmente esportabile all’estero e particolarmente attraente per quella nuova classe media asiatica che sta cominciando a viaggiare. Anche le produzioni audiovisive sono un forte veicolo di attrazione e le nuove tecnologie digitali possono contribuire a valorizzare il patrimonio archeologico e storico.
Per la commissaria europea per il mercato interno, l’industria, l’imprenditorialità e le Pmi Elzbieta Bienkowska, “Occorre investire di più nella tecnologia digitale, negli skill, facilitando una economia collaborativa. L’Unione ha bisogno di più itinerari culturali europei, segno tangibile della collaborazione. Il turismo europeo deve affrontare le nuove sfide, a cominciare dall’esigenza di adeguarsi alla rivoluzione digitale, sviluppando nuovi prodotti che abbiano capacità attrattiva e siano sostenibili per le comunità locali e l’ambiente”.
A disposizione delle Pmi ci sono i finanziamenti del ciclo 2014-2020, ma lo sforzo deve essere quello, è stato ricordato, “di creare un fondo ad hoc per il turismo, di rendere accessibili i finanziamenti, anche per le piccole medie imprese, che rappresentano il tessuto dell’industria turistica italiana”.
Intervenendo al convegno il ministro Dario Franceschini ha dichiarato: “È fondamentale che promuoviamo insieme l'Europa, anziché farci concorrenza. L'Europa insieme, non i singoli Stati nazionali, è il più grande creatore e utilizzatore di contenuti culturali del mondo. Per quanto riguarda l’apporto dell’Italia alle sinergie tra industrie creative e turismo, il Piano strategico è la nostra risposta, va incontro all’esigenza dei nuovi turismi”.

Il peso in Ue
II 2018 è stato indetto anno europeo del patrimonio culturale e “il 40% del turismo in Ue è culturale”, ricorda l’europarlamentare Silvia Costa. “Parlare di turismo in un’Europa che chiude le frontiere è un messaggio significativo – continua l’ex presidente della Commissione cultura e istruzione del Parlamento -; durante il mio mandato ho aperto porte e finestre con tutte le altre Commissioni, dal lavoro all’industria, ai trasporti, in quest’ultima è collocata la competenza del turismo. E’ stato molto importante attivare questo dialogo trasversale in Parlamento. Se non avessimo aperto queste finestre, la cultura non avrebbe avuto un confronto. Dobbiamo continuare ad agire in questo modo, attivando sinergie, per cercare di modificare pesi e risorse, che oggi non ci sono o sono distribuite in altri settori, entro il 2020”.
Durante il mandato da presidente, Costa ha espresso specifiche richieste per “Europa creativa”, il programma per il settore della creatività, con ampie diramazioni dal culturale all’audiovisivo, che ha un budget di un miliardo e 460 milioni per il periodo 2014/2020.
Un aumento di bilancio anzitutto, una burocrazia più semplice, piattaforme online più efficienti per condividere i progetti, un osservatorio sul comparto e l’apertura ai Paesi mediterranei extra Ue. Lo scopo è di valorizzare la diversità culturale e linguistica del Vecchio Continente, per rafforzare un’economia che impiega 12 milioni di posti di lavoro, due volte e mezzo quello dell’auto.
Questi settori riuniti sotto il cappello di “industrie creative” (Icc) congiunti al turismo rappresentano un’economia molto forte e reattiva alle crisi. Mette in evidenza la direttrice del Master sul turismo di Bocconi, Magda Antonioli: “Le Icc rappresentano il 5,3% del Pil, mentre il turismo il 10%, inoltre sono entrambi importanti settori di occupazione per giovani e donne; denotano una forte crescita negli ultimi anni, anche se sono caratterizzati da una notevole frammentazione: il 95% delle imprese creative occupa meno di 10 persone, nel travel questo dato diventa del 92%. Entrambe le industrie hanno dimostrato un’elevata capacità di resilienza di fronte alle ultime crisi economiche e finanziarie, così come possono e hanno saputo cogliere le opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche e digitali”.                

 

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