Rincari in vista sul fronte leisure

L’aumento del costo del carburante e il conseguente rincaro di tariffe da parte di alcuni vettori porterà ad un possibile rincaro del costo del pacchetto? Lo abbiamo chiesto ad alcuni operatori, coinvolgendoli su un tema che resta sempre delicato da trattare.
“Il rincaro del pacchetto sarà  automatico. Cosa altro possiamo fare?”, si domanda Andrea Mele, presidente e a.d. Mappamondo. Il manager spiega che “non può essere stimato, seguirà l'aumento che le singole compagnie aeree applicheranno a seconda della destinazione”.
L’argomento “è delicato”, afferma Roberto Pagliara, presidente di Nicolaus. Il t.o. dal canto suo con alcuni vettori “ha fatto dei contratti con il prezzo bloccato a monte, in altri casi – aggiunge il manager -, abbiamo calcolato il rischio se ci saranno adeguamenti. Non sappiamo quello che ci aspetta”.
Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, sostiene che sia “difficile prevedere l’andamento del carburante (rispetto al dollaro). Penso che il rischio di aumento ci sia nel momento in cui ci si avvicina ai 25 giorni o 21 prima della data di partenza”.
L’invito che fa il manager è il seguente, “lo facciamo quando compriamo i voli da altri vettori charter rispetto a Neos, chiediamo quali sono i parametri applicati. Il t.o. ha l’obbligo di dire che il prezzo è stato fatto utilizzando questo parametro di valuta e di carburante”.
Il manager fa presente che ci sono anni in cui “il carburante è generoso e altri dove ha perso anche 200-300 dollari a tonnellate e si può chiedere fino al 10% di adeguamento”.

La politica dei t.o.
Come si muovono quindi gli operatori su questo tema, quale policy adottano? “Visto lo scarsissimo anticipo con il quale riceviamo l'informativa da parte delle compagnie aeree e considerato il costo di gestione di una modifica del prezzo di una pratica già confermata – afferma Mele -, assorbiamo noi l’aumento nei casi di date molto ravvicinate. Per tutto il resto delle prenotazioni, comunque, avvisiamo l'agenzia ed il cliente dell'aumento avvenuto”. Il t.o. non accetta “il diktat di emettere i biglietti anche con molti mesi di anticipo per evitare l'aumento, a meno che tale richiesta non ci pervenga esplicitamente dall'agenzia”.
In casa Settemari, per una maggiore trasparenza, la policy in merito agli adeguamenti per il costo carburante è esposta “chiaramente con tutti i dettagli sul catalogo che riporta parametri utilizzati e metodi di calcolo”, dice il direttore commerciale Guido Ostana.
Idee per Viaggiare parla di attenzione al cambio del dollaro, lavorando con la linea non con il charter, “abbiamo un markup stabile dall’autunno – afferma l’operatore -. Non stiamo assistendo a variazioni dovute al carburante, il nostro è un prezzo dinamico, siamo soggetti alle variazioni delle compagnie aeree e alla disponibilità, alle variabili di mercato, avendo la tariffa t.o”.

Le mete
Quanto alle mete che ne potranno risentire maggiormente bisogna tener presente che, “visto che il costo del carburante è proporzionale alla lunghezza del viaggio, in questo senso, in proporzione, il lungo raggio risente maggiormente di eventuali aumenti”.
Quanto all’incidenza sul costo del pacchetto, Ostana fa presente che la voce “costo del carburante incide tra un 20/25% circa per il corto raggio, fino anche a un 60% per il lungo raggio, sul totale costo del pacchetto”.

Doppia variazione
Ostana fa un passo in più e sottolinea che si deve tener conto “che il carburante degli aerei è quotato in dollari Usa, quindi il costo subisce l’effetto combinato della variazione del petrolio e della valuta. Talvolta i due effetti possono compensarsi, altre volte (come di recente) si sommano, aumentando l’aggravio. Al mero aumento del costo del carburante si aggiunge, inoltre, l’addebito della carbon tax”.         

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