Turismo di montagna a rischio stagnazione

Il passaparola batte il web anche nel 2016, mentre gli eventi sportivi in montagna coinvolgono più gli italiani che gli stranieri. Sono questi alcuni dati emersi dall’indagine sulla montagna realizzata dall’Isnart, l’istituto nazionale di ricerche sul Turismo di Unioncamere contenuta nel periodico online Impresa Turismo edito dall’Istituto di ricerche del sistema delle Camere di Commercio italiane.
Nel report si evidenzia che le imprese ricettive della montagna mostrano una performance di vendite nel 2016 superiore in media annua a quella della media nazionale: 46,1% contro il 42% del dato Italia.

Nel complesso, però, l’86,3% delle imprese nelle destinazioni montane sostengono di avere un andamento stabile nelle vendite (84,2% il dato nazionale). Ma a differenza del resto dell’offerta turistica del Paese, il sistema turistico della montagna mostra una maggiore stagnazione, con l’8,9% di imprese che dichiara un calo nelle vendite (8,6% in media Italia) ma soprattutto solo il 4,7% che rileva un trend di aumento (7,2% in media Italia).
In questo scenario non sorprende che solo il 13,2% delle imprese della montagna ha effettuato investimenti nel 2016, per un valore che sfiora in media i 55 mila euro, pari in media al 30,2% del fatturato. Nel 2015 il 12% non aveva però effettuato investimenti, mentre per il 64,5% l’andamento della spesa per investimenti nel 2016 risulta stabile, per il 14,6% in aumento e solo per l’8,8% in diminuzione.

Panorama buio viene disegnato dalle previsioni di circa metà degli imprenditori che per il 2017, non sa dire se potrà effettuare investimenti (48,4%) e solo il 5,6% che può già prevederne. Per questi la spesa sarà stabile (69,9%) o in aumento (29,4%).
 

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