Est Europa: i nuovi voli  trainano la crescita

 In un contesto di grande instabilità, quale quello attuale, le destinazioni dell’Est Europa stanno registrando buoni risultati che, per quanto riguarda il mercato italiano, sono da legare anche all’aumento dei collegamenti aerei, in particolare low cost.

Romania, aumenti a due cifre dall’Italia
“Il 2016 è stato per la Romania un anno di grandi soddisfazioni sul fronte turistico – ci ha detto Ioana Podosu, direttrice dell’ente del Turismo rumeno -. Il contesto europeo favorevole, l’aumento nel numero degli operativi di volo low cost, la convenienza dei costi hanno reso la destinazione molto appetibile per i turisti internazionali, soprattutto per coloro provenienti dai Paesi europei”.  Lo scorso anno si è registrato un aumento di +9,6% dei turisti internazionali ai punti d’ingresso (terrestri, aerei e navali) rispetto al 2015. I principali Paesi di provenienza, oltre a quelli di confine (Ungheria e Bulgaria) sono Germania, Italia, Polonia e Francia.
Importante l’incremento dei visitatori dall’Italia, cresciuti di oltre il 30%, per un totale che ha superato la quota di 400mila. Aumenti altrettanto significativi si sono registrati anche negli arrivi nelle strutture ricettive del Paese, con un incremento di oltre +10% nel 2016 rispetto al 2015. Le mete preferite sono la capitale Bucarest, le storiche regioni della Transilvania e della Bucovina, che sono ritenute ideali per chi cerca il turismo culturale, e le principali città, come Timisoara, Iasi, Cluj-Napoca o Constanta, adatte per i city break.

Le ambizioni della Bulgaria
Del ruolo determinante delle compagnie a basso costo nello sviluppo turistico ha parlato recentemente anche il ministro del Turismo ad interim bulgaro, Stela Baltova, che ha rimarcato come la Bulgaria, negli ultimi anni, sia diventata una meta di rilievo. “Il nostro obiettivo – ha dichiarato – è quello di trasformare la Bulgaria in una destinazione turistica che possa competere a livello globale, ma anche un esempio di sviluppo turistico sostenibile”. Il Paese ha registrato nel 2016 oltre 8 milioni di turisti stranieri, ed Eurostat, analizzando i pernottamenti nelle strutture ricettive della Ue, ha indicato proprio la Bulgaria come il Paese che ha registrato la maggiore crescita (+17,9), seguito da Slovacchia (+16%) e Polonia (11,8%).

La soddisfazione della Polonia
Soddisfazione è stata espressa anche da Malgorzata Furdal, direttrice dell’ente nazionale polacco per il Turismo. “Nel 2016 la Polonia ha registrato un aumento considerevole degli arrivi dei turisti stranieri. Si stima un incremento pari a 7,5% degli arrivi rispetto al 2015”. In crescita anche gli italiani, passati dai 454mila del 2015 agli oltre 460mila dello scorso anno, a fronte di un aumento anche dei pernottamenti. Tra le regioni e le città più visitate in Polonia vi sono la capitale, Varsavia, e Cracovia con la sua regione Malopolska. Nella regione di Cracovia, in particolare, si è registrato un nuovo record, con 14,9 milioni di visitatori, il 6,9% in più del 2015. “Importante sottolineare che 11,5 milioni di visitatori sono turisti che hanno pernottato più di una notte”, aggiunge la responsabile. Tra i turisti stranieri (3,5 milioni) in testa la Gran Bretagna (17,4%), seguita dalla Germania (16,4%), davanti a Italia e Francia.

Repubblica Ceca in linea
Si conferma meta amata dai turisti del Belpaese anche la Repubblica Ceca che chiude il 2016 in linea con l’anno precedente. Un risultato che soddisfa Lubos Rosenberg, direttore di Czech Tourism Italia, su cui ha pesato il calo di arrivi registrato nel primo quadrimestre 2016, “imputabile esclusivamente a una contrazione del turismo scolastico, riconvertitosi alle mete domestiche in seguito al panico scatenatosi in Europa in seguito agli attentati di Parigi”, rimarca il direttore. Nel proseguo dell’anno i numeri hanno ripreso a crescere, con tassi negli ultimi mesi tra il +3% e il +10%. Lo scorso anno gli arrivi italiani in Repubblica Ceca sono stati 368.851–pari al 4,6% del totale – per un milione di pernottamenti, con una permanenza media di 3,7 giorni.

Il ritorno della Lituania
La promozione in Italia ha portato a buoni risultati alla Lituania, per la quale il nostro è il nono mercato in termini di arrivi, primo tra i Paesi dell’area mediterranea. “Tra il 2013 e il 2015, quando l’ente del Turismo ha iniziato a promuoversi sul mercato italiano, il numero di passeggeri è cresciuto di oltre il 40%, raggiungendo la quota di 40.600 nel 2015 – afferma Indre Slyziute, marketing & incoming manager for Italy, Israel, Usa – State Department of Tourism of Lithuania -. I dati disponibili per il 2016 sono relativi ai primi 9 mesi, da gennaio a settembre, quando la Lituania ha registrato un totale di 32.700 passeggeri provenienti dall’Italia, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-3%), dovuto anche allo stop delle attività di promozione in Italia, ripartite nell’ottobre 2016”. Le prospettive per il 2017 sono buone: “L’Italia è un mercato chiave per la Lituania ed è anche estremamente reattivo. Contiamo quindi di raggiungere e superare i risultati del 2015, anche in seguito alla ripresa delle attività di promozione”. Grazie ai nuovi voli da Bari e Napoli, inoltre, la Lituania si apre a tutto il bacino del Sud Italia, “che al momento era meno  performante a causa della mancanza di buoni collegamenti aerei”.                                            

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