Il turismo di massa nel futuro delle Maldive

Cambio di strategia per le Maldive che ora mirano ad incrementare fortemente gli arrivi di turisti passando, nel giro di un decennio, dagli attuali 1,3 milioni di visitatori l'anno a 7 milioni. Contro le minacce del clima, dunque, si apprende da Repubblica, l’arcipelago non punta più su soluzioni ecologiche ed energia solare, ma sul turismo di massa, sull’afflusso di capitali stranieri.

E’ questa la nuova linea dettata dal presidente Abdulla Yameen. Il nuovo corso, che mette da parte le politiche verdi e l’obiettivo 'carbon neutrality' lanciato dall’ex presidente Mohamed Nasheed, prevede il trasferimento delle popolazioni locali dagli atolli minori a isole "più grandi, con scuole e strutture sanitarie efficienti", come illustra il ministro alle Politiche abitative Mohamed Muizzu, mentre gli isolotti deserti verrebbero dati in mano agli investitori e trasformati in mete esclusive.
Accorpare e razionalizzare sono le parole chiave della nuova filosofia. "Offriremo abitazioni gratuite alle famiglie che dovranno spostarsi – continua Muizzu – ma è impossibile pensare di dotare tutte le isole dei servizi necessari. Molti isolotti sono soggetti a fenomeni di erosione e contaminazione delle falde, avrebbero bisogno di reti fognarie e nuovi porti. La priorità sarà data alle 'capitali' degli atolli". 
"Le Maldive hanno bisogno di soldi per sopravvivere", aggiunge Shiham Adam, direttore del centro di Ricerca Marina Governativo e favorevole a un incremento del turismo, secondo cui i resort sono positivi per l’ambiente circostante "perché proteggono un’area grande almeno 700 metri, diventando vere e proprie riserve marine in miniatura".

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