Recupero dei beni pubblici, la grande chance dell’Italia

Il 2016 dell’hospitality nel mondo è andato bene e le potenzialità per il 2017 ci sono, ma cambiano da area ad area. Gli sviluppi del settore alberghiero sono focalizzati sul cliente, su una crescita asset-light, su programmi di fedeltà attraenti e su una risposta al passo con i tempi rispetto al proliferare della sharing economy nel settore accomodation. E’ quanto è emerso nel corso del recente Hotel Investment Forum 2017 a Berlino. Roger Bootle, chairman di Capital Economics, ha tracciato durante il forum la fotografia economica degli States, dicendo che “la politica di Trump, che punta su una crescita della spesa pubblica e su una riduzione delle tasse, porterà ad un incremento del debito pubblico”, mentre guardando all’Eurozona, ha osservato, dal punto di vista immobiliare-alberghiero, “una crescita forte in particolare per Irlanda e Spagna, mentre l’Italia l’ha avuta in lieve misura”.
Londra perderà un po’ di business e posti di lavoro, “ma la sua posizione resterà forte”. Di crescita complessiva positiva, anche in termini di RevPar per il 2016, ha parlato Robin Rossman, managing director di Str, che per il 2017 ha messo in evidenza città come Amsterdam, Barcellona, Dublino e Madrid, mentre stabili risulterebbero piazze come Bruxelles, Mosca, Parigi e Milano.

L’asset innovativo
L’Italia, che al forum di Berlino si è presentata in una cornice unitaria con Italia Hospitality, ha puntato sul recupero del patrimonio immobiliare pubblico, asset innovativo per rilanciare il comparto nel nostro Paese. “Ci sono moltissimi beni di pregio situati in posizioni strategiche – ha spiegato  Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio -: si tratta di ville ed edifici storici, strutture costiere ed ex caserme che, una volta valorizzati, saranno volano di sviluppo per i territori in cui sono inseriti. Nel biennio 2015-2016 sono andate a bando 29 edifici costieri: i primi 9 sono già stati aggiudicati per essere trasformati in strutture ricettive legate al mare, e all’ambiente. Nel 2017 l’Agenzia ha deciso di concentrarsi su realtà territoriali lontane dai flussi turistici più tradizionali”.
Un ruolo di primo piano in questa fase di sviluppo va a Cassa Depositi e Prestiti, che  ha recentemente avviato una nuova attività nel settore del turismo con la sottoscrizione di un fondo dedicato agli investimenti nel settore alberghiero. “L’obiettivo sotteso – ha dichiarato Marco Sangiorgio, dg di Cdp Investimenti Sgr – è multiplo: favorire la separazione tra proprietà immobiliare e  gestione, favorendo così la crescita dei gestori alberghieri in Italia, e proporre un'occasione di investimento a rischio moderato con un interessante flusso di cedole per investitori istituzionali. I primi riscontri dal mercato sono molto positivi”. Tra l’altro Cdp ha stipulato una partnership con il gruppo olandese The Student Hotel, famoso in tutto il mondo per il suo modello di “ospitalità ibrida”, che aprirà i battenti nella prima metà del 2019 in Italia.
L’aspetto positivo sottolineato da Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, “è il commitment di governo e amministrazioni nel promuovere, con spirito sinergico, il prodotto italiano ponendo a fattor comune, ognuno nel proprio ambito e con le riconosciute competenze, quanto l’Italia ha da offrire”.

I numeri del settore
Nel 2016 il volume degli investimenti in Italia ha raggiunto 1 miliardo e 143 milioni di euro: “Quello appena passato ha segnato il record dal 1995 ad oggi, da quando facciamo la nostra analisi – ha spiegato Roberto Galano, executive vice president di Jones Lang Lasalle -. E’ stato anche superato il picco raggiunto nel 2007, quando gli investimenti erano stati intorno al miliardo”.
Nel nostro Paese il passaggio dai 700 milioni del 2015 al miliardo e 143 milioni del 2016 è stato sostenuto da due transazioni di portafoglio alberghiero, operazioni non usuali per un mercato come quello del Belpaese.
Ma, grandi scenari a parte, che cosa dobbiamo attenderci nel 2017? “Sarà un anno migliore del 2016 per l’Italia e segnali positivi ci sono anche per gli altri mercati. L’interesse c’è”, ha commentato Galano.
A sentire gli imprenditori del settore sembra sia stato, quello appena trascorso, un anno di oscillazioni. Ha tenuto banco la disputa con la sharing economy, i contrasti con le forme di accomodation alternative, anche se c’è chi come il Gruppo Accor, le sta cavalcando attraverso le recenti acquisizioni e le prove tecniche di collaborazione. Poi sono da segnalare i nuovi modi di fruire degli hotel e delle loro camere, come l'utilizzo diurno, che ha allargato l'orizzonte e permesso di colmare degli spazi d'azione lasciati vuoti. Dall'estero sono arrivati anche in Italia i segnali dell'importanza crescente dell'interior design e di un'attenzione sempre maggiore agli spazi comuni, visti come spazi di studio, lavoro e socialità, in grado di attrarre il segment dei millennial.

Il ruolo
della tecnologia

Ma è soprattutto la tecnologia ad aver cambiato le aspettative del cliente, “per questo bisogna adeguarsi ai nuovi trend – ha sottolineato Mauro Santinato, presidente di Teamwork -. Un dato di fatto è che la domanda turistica aumenterà. In particolare da quei Paesi dalle economie emergenti. Ci sarà quindi un aumento del consumo di turismo, basti dire che per il Capodanno cinese verranno fatti 1 miliardo di viaggi dai cinesi, di questi, 50 milioni saranno all'estero”. Tra i mega trend che cambieranno il futuro si fa sempre più strada il thinking green, “un comportamento più attento all'ecosostenibilità, basti pensare al boom del biologico, con un +18% di consumi alimentari nel 2016”, ha ricordato Santinato.
Ci sono mercati come quello scandinavo, che dimostrano di essere sempre più attenti quando cercano un albergo, alla certificazione Leed e l'albergatore deve adeguarsi in quanto non si tratta più di una moda. Tra le nuove tendenze in atto anche la ricerca di autenticità e l’aumento della domanda benessere. 

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