T.o: “I big crescono, ma non ci sono più le imprese che diventano big”

Uno spaccato della produzione attraverso l'analisi dei bilanci 2015 di 61 t.o, tra i principali che hanno depositato il bilancio nella Camera di Commercio italiana e che non hanno sede all'estero per capire che cosa è successo. "Le indagini precedenti vedevano un numero superiore, circa 80 t.o, alcuni hanno scelto di delocalizzare la sede, un fenomeno sempre più accentuato". Sul dove delocalizzare "non è detto che sia solo la Svizzera la sede scelta, si sta aprendo anche il canale dell'Est Europa", afferma Pierluigi Fiorentino, consulente fiscale della Federazione del Turismo Organizzato aderente a Confturismo / Confcommercio, intervenuto al recente convegno su “I bilanci dei tour operator spiegati, siamo alla svolta”.

L’esame sui bilanci 2015 dei 61 t.o. mette in luce che il valore della produzione è di circa 6,8 miliardi di euro. Solo 4 operatori (Costa, Alpitour, Eden e Veratour) superano i 100 mln di fatturato. "Un dato che fa riflettere – osserva Fiorentino -, visto che negli anni passati erano almeno una decina". I dati analizzati rivelano che "i big crescono, ma non ci sono più le imprese che diventano big. Le imprese di minori dimensioni, 15-30 mln di euro di fatturato, hanno subito un decremento di fatturato, non sono riuscite a catturare una fascia di clientela che è sfuggita. Tra i fattori – fa presente il consulente – ci sono da considerare i fatti geopolitici che si sono verificati che hanno comportato una riduzione dei passeggeri". I t.o. hanno anche cambiato la geografia della propria offerta. Nonostante ciò la semplice media evidenzia un incremento di circa il 3,5% sul totale del fatturato rispetto al volume del 2014. Fiorentino si sofferma sulla redditività che segna valori negativi del reddito nella fascia di aziende da 15 a 30 milioni di euro di valore della produzione. "E' buona per i big e per i t.o. più piccoli, meno per quegli operatori che sono in mezzo, che hanno sofferto a seguito della contrazione delle vendite e come marginalità". Le imprese che fatturano fino a 15 milioni di euro, che presentano bilanci in utile, registrano il decremento di valore della produzione dell’8,5% (era -3% l’anno precedente). E' da tener presente che alcuni costi variabili sono importanti, serve una attenta programmazione su questi e su una parte dei costi fissi, tra cui quello legato al personale. Questa voce in tutte le aziende di servizi "è molto alta e sul fatturato incide per oltre il 6/7% come valore medio". 

La dicotomia

Come stanno cambiando il ruolo e la produzione dei t.o. italiani? "Ciò che vediamo nel mercato è una divisione netta tra chi detiene il prodotto, ossia la destinazione, intesa come trasporto, villaggio, crocieristi e la parte dei fornitori che non avendo capacità finanziaria ha cercato di stare al passo con il carrello come lo presentano le Ota", afferma Massimo Caravita, vicepresidente Marsupio Group, tra i tre relatori alla tavola rotonda. Il cliente oggi vuole essere protagonista della propria vacanza e vuole anche il solo volo o i pezzetti di una vacanza, a volte messi assieme dal cliente stesso. Le adv pertanto si trovano di fronte a queste esigenze e "chi ha il prodotto proprio non sempre riesce ad essere così flessibile", osserva il manager. Vero è che ci sono t.o. "che si sono organizzati nella partita del ticketing, che sta diventano crescente rispetto a quella tradizionale. In mezzo si trovano quelle aziende che devono decidere cosa fare. Il generalista o dà il tailor made o fa investimenti più forti per essere indispensabile, per essere venduto".

Il caso virtuoso

Tra i 4 operatori che superano i 100 mln di fatturato c'è Veratour, invitato al tavolo dei relatori, nella persona dell'a.d. Carlo Pompili, per svelare il segreto di un successo che vede 27 bilanci chiusi in positivo. Criteri di gestione semplici e chiari, specializzazione, razionalità, coerenza, serietà del rapporto con i fornitori, avere una azienda in cui ci sono pochi dirigenti e molti quadri, (capi settore), ma soprattutto una contabilità analitica del villaggio tra i segreti del manager. "Nel 2017 si cresce – afferma Pompili -, finora abbiamo fatto buoni esercizi sotto il profilo della marginalità, ma per quanto riguarda il fatturato siamo rimasti un pochino fermi da 3/4 anni a seguito del prodotto Egitto e Tunisia che ha avuto un calo di fatturato. Il 2017 si apre sotto i migliori auspici". A detta del manager si assiste ad una ripresa dell'Egitto, meno della Tunisia. Nel primo caso, se dovesse rimanere tale, "avrà certamente ripreso un buon 40% del fatturato che faceva fino a 6/7 anni fa". Il t.o dal canto suo ha sempre badato alla marginalità e cresce "quando il mercato ci dice che possiamo crescere". Anche perchè il manager non comprende come si possa "gestire una azienda in perdita e perchè lo si faccia". s.v.

 

Tags: , , , ,

Potrebbe interessarti