Online in giugno la piattaforma Italia Land of Beauty

Viene presentata in giugno la piattaforma digitale “Italia Land of beauty”, infrastruttura di contenuti di viaggio sia informativi sia prenotabili, cui la Fondazione Italia Patria della Bellezza sta lavorando da due anni nel suo progetto di valorizzazione del peso economico delle arti, delle manifatture e di diversi altri settori merceologici italiani, con particolare accento sulle eccellenze.

Cos'è Italia Land of beauty

“Uno strumento di storytelling del Paese e delle sue ricchezze, un progetto strategico per il rilancio del brand Italia nel mondo”, così viene presentato. Ma chiediamo al presidente Maurizio Di Robilant qualche ulteriore notizia in anticipo rispetto a quanto verrà ufficializzato il mese prossimo, tra metà e la fine dello stesso. “Senza anticipare troppi dettagli, posso dire che presenteremo una infrastruttura digitale nella quale rientra un sistema di incoming turistico importante, realizzato con più partner e sarà sia informativo sia di booking. I contenuti avranno la valenza più rilevante – spiega a Guida Viaggi -. Questa è la conferma della nostra convinzione rispetto al turismo quale leva economica cruciale per lo sviluppo del Paese”.

Italia Land of beauty intende mettere in risalto i territori nascosti e quindi valuta il turismo nella sua funzione di volano di implementazione delle economie locali, dettaglio quest’ultimo che rappresenta l’essenza della missione della Fondazione.

I partner: una banca e un operatore

La piattaforma si attua grazie al lavoro congiunto tra “una banca di spicco nel nostro Paese e un operatore del settore turistico già consolidato sui mercati internazionali”. Sarà, come detto, uno strumento di stroytelling, ma anche un “reputation builder” che partecipa alla creazione del brand Italia; un attrattore che punta sull’Italia meno nota favorendo diffusione dei flussi e la destagionalizzazione; ancora, una piattaforma che esalta le pmi (b2c) promuovendone la loro digitalizzazione ed espandendone la conoscenza di arti e mestieri nel mondo; un marketplace e un calendario di attività geolocalizzate.

Su tutto vale il concept di “economia della bellezza” che la Fondazione ha adottato come percorso da seguire per tracciare il rilancio del Paese, trasformando il bello in una risorsa di sviluppo economico e sociale. Dimostrando anche quanto vale: di ieri la presentazione della ricerca che ha calcolato nel 16,5% del Pil e 240 miliardi  di euro questo valore, di cui vi scriviamo in un altro articolo. p.ba.

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