InViaggi sulla strada dell’efficienza

“Far funzionare l’azienda (InViaggi, ndr) in un mercato complesso, soggetto ad umori, questioni globali e mode. Puntare alla marginalità, ad un buon rapporto con le banche, disegnando un profilo interessante per tutti i partner e sviluppando nuova tecnologia per dare efficienza al sistema”. E’ a fine conversazione, dopo aver illustrato i passi intrapresi sulla via dell’efficienza, che Andrea Rastellini, presidente InViaggi, schematizza a Guida Viaggi il piano di rilancio del tour operator di Terni.

Un percorso partito da interventi organizzativi sulla finanza, sull’efficienza per recuperare risultati, con correttivi sulla copertura di prodotto “per perdere il profilo generalista”, aggiunge.

Non è una strada facile perché implica una lenta e costante opera di convinzione sul trade, bersagliato da tanti stimoli e a caccia di alte garanzie. “Le agenzie e tutto il settore ci stanno osservando – ammette Rastellini -, ma siamo un’azienda sul mercato da 30 anni, vogliamo lavorare al meglio e non abbiamo mai lasciato a piedi alcun passeggero. Sappiamo che c’è un rapporto di fiducia da ricostruire e da parte nostra stiamo attuando un lavoro meticoloso”.

“Dopo una fase di stand by – aggiunge – tante agenzie da inizio anno hanno intrapreso da un percorso con noi e continuiamo a consolidare. Forse abbiamo pagato un dazio fin troppo alto”.

Il bilancio 2016 si è chiuso con 40 milioni di ricavi "e siamo passati da una perdita ad un utile".

Intanto è terminata la campagna “super miglior prezzo” e super “mini quota”, che “ha funzionato – dichiara Sergio Staiti, responsabile commerciale InViaggi -. Ora siamo nella seconda fascia di advanced booking con la promozione al trade dei Magic Days. Questo perché dobbiamo essere coscienti dell’andamento generale di mercato e sostenere le agenzie nella vendita”.

Sul trend, Staiti giudica positivo l’Egitto con Sharm e Marsa Alam e anche la novità in Tunisia sta riscuotendo interesse. “La Grecia – spiega – ha anticipato i tempi, mentre mare Italia e Spagna sono in ritardo anche a causa dei ponti, ma la Sardegna grazie alla formula pacchetto con nave va bene. Anche in Kenya notiamo un andamento ottimo e a Cuba con la formula Orange c’è ancora da lavorare”. l.d.

 

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