Club Med: il bleisure? Il nuovo welfare aziendale

"Il bleisure può costituire una nuova opportunità di welfare per le aziende". Così Club Med presenta alle aziende la proposta Meeting e Incentive del proprio gruppo. Il bleisure, ossia la commistione tra viaggio di lavoro e viaggio di piacere, può infatti incidere sempre di più sulle scelte di welfare aziendali, alla luce del cambiamento di abitudini e criteri di selezione delle destinazioni da parte dei viaggiatori. L'occasione per parlarne è stata  il convegno a Milano su “Il welfare in azienda e la cultura del valore condiviso” organizzato con Gidp (Associazione Direttori Risorse Umane) con la presenza anche del t.o. tra gli speaker.

"Le aziende dove si lavora meglio sono quelle con piano di welfare più strutturato, ma gli eventi di formazione, gli incentive e altri momenti di incontro aziendale, possono essere organizzati in contesti diversi, in giro per il mondo".  ha spiegato alla platea Daniele Rutigliano, direttore vendite Europa del Sud della divisione business M&E. "Noi come azienda lo facciamo al nostro interno  e lo proponiamo a tante aziende. Tra l'altro in alcuni casi ci sono agevolazioni fiscali.  E' ormai risaputo che  uscire dal contesto aziendale spesso aumenta e aiuta la produttività dei propri dipendenti e la coesione, in modo nuovo e vantaggioso per l'azienda" ha aggiunto a margine Helga Niola, responsabile Selezione Europa del Sud per Club Med.

Le tendenze

Per esplorare questo scenario, Club Med ha presentato una survey in collaborazione con Gidp per indagare proprio questo trend. I risultati della survey, presentata da Daniele Rutigliano e che ha coinvolto i direttori HR di imprese medio-grandi nazionali e multinazionali, hanno rivelato uno scenario in movimento anche all’interno delle realtà aziendali, dove l’attenzione al benessere dei dipendenti e la cultura del time management iniziano a profilarsi come spunti per la costruzione dei piani di welfare. Tuttavia, mentre il bleisure sta cambiando le abitudini dei viaggiatori business, che approfittano del viaggio di lavoro per concedersi anche una vacanza, solo il 30% dei responsabili delle risorse umane dichiara di conoscere questo trend. È tuttavia interessante notare che quasi il 40% degli intervistati (37,21%) afferma che, in base alla propria esperienza, i dipendenti aggiungono effettivamente qualche giorno extra ai viaggi aziendali, in puro trend bleisure. Inoltre, il 42,86% considera valutabile l’ipotesi di estendere a familiari e accompagnatori la partecipazione all’evento aziendale anche se nessuno dichiara di averlo messo in pratica. E se quasi l’84% del campione di intervistati ritiene che organizzare eventi per i propri dipendenti possa considerarsi un’attività integrante il programma di welfare aziendale, è solo il 20% delle aziende a dichiarare di avere realizzato viaggi incentive/business, limitandosi a trasferte di un paio di giorni con destinazioni a breve e medio raggio.  "In definitiva c'è ancora molto da fare e le opportunità per le aziende e per chi come noi, lavora con i viaggi, sono molte" ha osservato Rutigliano.

Grandi potenzialità per il welfare dei viaggi 

Quasi il 70% (68,60%) dei direttori HR ritiene interessante l’ipotesi di organizzare incontri/eventi per i dipendenti utilizzando spazi meno convenzionali delle classiche sale. Questo non andrebbe infatti a scapito della produttività per il 62% degli intervistati. La fascia più ampia di proposte welfare riguarda benefit come abbonamenti in palestra, centri benessere, ecc., messi in campo dal 42,32% delle aziende. Ma non mancano anche momenti “wellness” durante le ore lavorative, come corsi di stretching, yoga, training autogeno, ecc. disponibili per i dipendenti nel 15,38% delle imprese. Il 12,50%, inoltre, dichiara che esistono aree lounge e relax all’interno dell’azienda, mentre i viaggi aziendali e i progetti sanitari pesano entrambi per l’8,65%. Tra le proposte meno diffuse ma pur esistenti, si colloca lo smart working, utilizzato dal 5,77% delle aziende, mentre in coda ai benefit si collocano portali di wellbeing/educazione alimentare (3,85%), celebrazioni interne (1,92%) e welfare per la famiglia (0,96%). Riguardo invece allo stimolo alla crescita personale dei dipendenti, i corsi di formazione/aggiornamento sono in cima alla lista: uno strumento utilizzato dal 45% delle aziende. Seguono i corsi di lingua con il 37,32% e i master di specializzazione con il 13,38%. Il restante 4% riguarda un panorama più segmentato di proposte, che include abbonamenti o biglietti per eventi culturali, percorsi di carriera internazionali, development programs internazionali e giornate outdoor, Infine, uno dei dati più interessanti emersi dalla survey riguarda il tema delle agevolazioni fiscali: il 70% dei responsabili risorse umane non è conoscenza della possibilità di poterne approfittare per l’organizzazione di viaggi incentive per i dipendenti, in cui siano presenti dei momenti di incontro in spazi dedicati. a.g.

 

 

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