Il trattamento Iva dei servizi di intermediazione online

Come è noto, il comitato Iva riunisce i rappresentanti degli Stati membri dell'Ue e della Commissione europea. Esamina le questioni relative all'applicazione delle disposizioni dell'Ue in materia di Iva potendo esprimere orientamenti e linee guida su questioni specifiche, che non sono però vincolanti. Anche il trattamento Iva delle operazioni di intermediazione svolte dalle Imprese di viaggi, e più specificamente le prestazioni online effettuate dagli agenti di viaggi a consumatori privati, è stato oggetto di un vivace dibattito che ha avuto come argomento principale la questione specifica se e in quali circostanze i servizi online potrebbero essere considerati come "servizi forniti in modo elettronico" (Ess) piuttosto che "prestazioni di intermediazione".
La differenza non è di poco conto, poiché, a seconda dell’inquadramento, il luogo di imposizione si sposta da dove vengono prestati i servizi principali al luogo dove è residente il cliente privato consumatore.

Opinioni divergenti
tra gli Stati membri

L’interesse sulla questione è nato dalle opinioni divergenti tra gli Stati membri: alcuni Stati hanno concordato con la Commissione europea secondo cui i servizi di intermediazione dovrebbero sempre essere tassati dove sono soggetti ad imposizione i servizi intermediati, poiché esiste un nesso stretto tra le due operazioni e soprattutto i servizi intermediati non sono elettronici (Ess). Altri Stati membri ritengono invece che le prestazioni di intermediazione online dovrebbero essere considerate come Ess, se soddisfano i criteri propri dei servizi elettronici. Da ciò la decisione del Comitato Iva di elaborare delle linee guida per chiarire quale sia la corretta interpretazione della questione.

La corretta
interpretrazione

Le linee guida partono dall’esame dell'interazione tra servizi forniti in via elettronica e prestazioni di intermediazione e sui rispettivi campi di applicazione:
• le prestazioni di intermediazione non rientrano nell'art. 7, paragrafo 3, del Regolamento di attuazione sull'Iva n. 1042/2013, lettere (t) e (u), che esclude dalla definizione di servizi elettronici (Ess) la maggior parte dei servizi turistici (trasporto, alloggio, ecc.);

• i servizi resi online, per essere qualificati come prestazioni di intermediazione, devono comprendere il coin- volgimento dell'intermediario, ossia attività e reazioni non automatizzate ma umane e distinte;

• le piattaforme online – che sono invece intese  come un luogo dove avvengono solo servizi automatizzati richiedono soltanto un minimo intervento umano e consentono a due parti di entrare in contatto per ottenere servizi distinti – non si qualificano, ai fini Iva, come soggetti che erogano servizi di intermediazione e pertanto la tassazione non può avvenire nel luogo ove è soggetta ad imposta l’operazione principale b2c.
Da notare che la Direttiva sull'Iva non contiene una definizione di "mercato" né di "piattaforma online" ma sono però concetti utilizzati nel Regolamento di attuazione sull’Iva n. 1042/2013, oltre che richiamati nelle note esplicative sulle modifiche alle norme sull’Iva dell'UE per la fornitura di telecomunicazioni, radiodiffusione e servizi elettronici. Secondo quest'ultimo provvedimento, un portale è definito come segue: qualsiasi tipo di negozio elettronico, sito web o ambiente simile che offre servizi elettronici direttamente al consumatore senza deviarli ad un altro sito web del fornitore, portale ecc. per concludere la transazione. Esempi comuni sono le app store e i siti web che offrono servizi di vendita in modo elettronico. In conclusione, secondo le nuove linee guida, le Online Travel Agency (Ota), che soddisfano i criteri dell'Ess, ossia effettuano prestazioni essenzialmente automatizzate, prevedono interventi umani minimi ed in definitiva non possono fornire i servizi in assenza di tecnologia informatica, saranno soggette a nuove regole di tassazione poiché l’assimilazione alle operazioni Ess comporta che il luogo di imposizione cambia da dove si svolgono i servizi principali intermediati (trasporto, alloggio, ecc.) a dove invece si trova il cliente privato consumatore.
Naturalmente il confronto è appena iniziato ma lascia presagire che gli Stati membri saranno molto interessati alla questione per le indubbie ricadute sui gettiti Iva dei rispettivi erari ed anche la Commissione europea non tarderà a pronunciarsi per fornire ulteriori chiarimenti e magari per avanzare eventuali proposte di revisione normativa.                            

Cosa cambia

Il Comitato Iva dell'Unione europea ha pubblicato le linee guida sul trattamento Iva dei servizi di intermediazione online. Secondo le nuove linee guida, le prestazioni di servizi di intermediazione online saranno considerate alla stregua dei servizi elettronici “Electronically Supplied Services” (Ess) se le operazioni sono svolte in modo essenzialmente automatizzato, impossibili da fornire in assenza di tecnologie informatiche e con apporto umano minimo. Ciò significa che il luogo di tassazione cambia da dove si svolgono i servizi principali (trasporto, alloggio, ecc.) a dove si trova il cliente privato consumatore. Tali nuove linee guida potrebbero interessare anche le Ota.

Le tante domande
che scaturiscono dalle nuove linee guida

– Gli Stati membri dell’Unione europea dovranno decidere se applicare le nuove regole (per ricordare, le linee guida non sono vincolanti);
– Come si determinerà la residenza del cliente privato consumatore?
Si potrebbe utilizzare lo strumento del mini-one-stop-shop per l’identificazione, ai fini Iva, in altri Stati membri;
– Le Ota adottano un unico comportamento?
Alcuni sono puri intermediari, cioè agiscono in nome e per conto del cliente, ma altri hanno modelli ibridi (agiscono in nome proprio ma per conto del cliente); 
-Per quali Ota la tassazione potrebbe cambiare?
Alcune Ota non fatturano una transaction fee al cliente ma ricevono una commissione dal fornitore del servizio e quindi per loro non cambierebbe nulla. Per le Ota che invece conseguono entrambi le remunerazioni la tassazione delle transaction fee si sposta al luogo di residenza del cliente privato consumatore;
-Quali sono le implicazioni per l’intermediazione nella vendita del trasporto aereo internazionale che è non imponibile Iva?
Si dovrà dimostrare che esiste ancora uno stretto collegamento con il servizio di trasporto in modo che anche la prestazione di intermediazione possa continuare a beneficiare della non imponibilità dall'Iva;
-Alcuni intermediari operano nel mercato turistico sia online sia offline, cosa potrebbe cambiare?
Potrebbero essere costretti a determinare la quantità ed il valore dell’intervento umano nell’intermediazione online;
-Quali operazioni potrebbero subire un cambiamento nel trattamento ai fini Iva?
Le Ota con sede fuori Ue che intermediano nella vendita di servizi turistici ai clienti privati consumatori residenti nell'Ue dovrebbero essere soggetti all'Iva nell'Ue. Allo stesso modo, le Ota con sede in Ue che intermediano nella vendita di servizi turistici a clienti privati consumatori extra comunitari non sarebbero soggetti all'Iva nell'Ue. 

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