Il futuro del pacchetto di viaggio

C’è attesa da parte del tour operating di scoprire se le compagnie di lungo raggio low cost avranno modalità di collaborazione favorevoli alla composizione di pacchetti vacanza. Al netto delle destinazioni, peraltro fin qui molte assolutamente appetibili, a cominciare dagli Stati Uniti, i fattori rilevanti sono certamente il prezzo e le condizioni contrattuali.
Norwegian Air, recentemente annunciate le operazioni da Roma verso New York, Los Angeles e San Francisco dal febbraio 2018, lavora già con i tour operator in altri Paesi, stipulando accordi di allotment. “Questa formula verrà applicata anche in Italia dove, attualmente, stiamo lavorando per costruire una solida rete commerciale”, annuncia il responsabile della comunicazione e delle relazioni istituzionali, Alfons Claver. Per altri vettori consolidati sulle mete leisure, come lo è Eurowings del gruppo Lufthansa, il percorso intrapreso è leggermente diverso. “Il lungo raggio è un'operazione nuova, è un po' presto per commentare qualsiasi cosa, ma possiamo dire che l’occupazione su quasi tutte le rotte è circa il 90% e sul sito Eurowings Holidays gestiamo i pacchetti vacanza”, fanno sapere da Duesseldorf. La scelta, dunque, è di autoproduzione, sul canale b2c, e per ora sul mercato tedesco, dove il sito è attivo. In primo piano un’offerta su Roma, albergo tre stelle, volo e camera con colazione a 199 euro per persona, tre giorni.

Boost e Level,
i progetti
dei grandi gruppi

Gli altri due grandi gruppi dell’aviazione europea non hanno tardato ad aprire cantieri di opere similari, ma nessuno chiarisce cosa vorrà fare con il trade. Forse dalla parte b2b sarà più facile per gli organizzatori di viaggi approcciare proprio loro, quando saranno definitivamente pronti. A cominciare da Air France: in questo caso il progetto non è quello di creare un’aerolinea low cost ex novo, ma di offrire servizi più competitivi, sempre rimanendo full service (pasti e bagagli a pagamento inclusi nella tariffa). “Boost” è il nome del programma, non si tratta perciò di un brand, ed è attualmente oggetto di referendum da parte dei piloti Air France. “Una formula più attrattiva per i Millennial, destinata a far crescere il nostro hub di Charles de Gaulle, ma senza posizionamento low cost e con mete sia leisure sia business”, spiega la società. L’ondata d’innovazione, infine, ha fatto sbocciare Level nel Gruppo Iag, che già ha Vueling come lcc. Ha scelto Barcellona El Prat come base, andando a rinforzare il ruolo della Spagna come avamposto di questo relativamente nuovo segmento dell’aviazione commerciale. Per ora si tratta di un marchio che verrà trasformato in compagnia aerea entro l’anno ed entrerà nella rete anglo-spagnola insieme ad Aer Lingus, British Airways, Iberia e la già citata Vueling. Quest’ultima avrà il ruolo di feeder dall’Europa e per ora vende i biglietti della “sorella” appena nata attraverso il suo sito. Il primo volo di Level è decollato il primo giugno verso Los Angeles, seguito da San Francisco (Oakland), Punta Cana il 10 giugno e Buenos Aires il 17 giugno. Secondo Skyscanner sono le rotte transatlantiche a mostrare la maggiore elasticità di prezzo per effetto della grande richiesta e i voli a tariffe stracciate “manterranno un potenziale di successo fintanto che le compagnie aeree saranno in grado di tenere bassi i costi e mantenere forti ricavi dai servizi opzionali”.        

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