Il lungo raggio low cost modifica lo scenario

L’arrivo dei primi voli low cost per destinazioni a lungo raggio muterà lo scenario di mercato, cambiando gli equilibri di settore, a partire da una possibile rivisitazione dei pacchetti di viaggio. Da parte dei tour operator c’è attesa di scoprire se le compagnie avranno modalità di collaborazione favorevoli alla composizione di pacchetti vacanza.

Al netto delle destinazioni, i fattori rilevanti sono certamente il prezzo e le condizioni contrattuali. Norwegian Air, recentemente annunciate le operazioni dal febbraio 2018, lavora già con i t.o. in altri Paesi, stipulando accordi di allotment. Gli altri due gruppi dell’aviazione europea non hanno tardato ad aprire cantieri di opere similari (vedi Boost da parte di Air France e Level di Iag), ma nessuno chiarisce ancora cosa farà con il trade. 

Il tema è stato oggetto di analisi sul numero 1529 di Guida Viaggi, in cui si offre un quadro del settore, con i commenti delle associazioni di categoria. Un atteggiamento disteso e che indica apertura quello di Astoi. “Vediamo lo sviluppo delle nuove rotte low cost, anche per il lungo raggio, non con timore, ma come un’opportunità per incrementare ulteriormente la flessibilità delle nostre proposte”, afferma il presidente Nardo Filippetti.

Da parte di Fiavet Nazionale, il presidente Jacopo De Ria attende gli sviluppi. “Al momento non credo sia possibile delineare in che modo potranno cambiare i pacchetti di viaggio in seguito a queste new entry. Norwegian partirà da Barcellona, Eurowings non è pienamente operativa in Italia e Level a Roma è presente, ma con operatività non continuativa”. Le agenzie privilegiano comunque operare con vettori di linea, “in grado di garantire servizi continuativi e frequenti”, sottolinea De Ria. In ogni caso la partnership con il trade è ipotizzabile anche per Fiavet.

Per Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi, bisogna ancora fare chiarezza sulle rotte: “La conoscenza delle mete servite ci permetterà di valutare se, rispetto ai voli di linea, prenotabili con molto anticipo, saranno competitive o no. Il mercato dei vettori, con le sue tariffe eccessivamente dinamiche, è diventato una giungla non facile da gestire. Rimane il fatto che nell’arco dell’anno ormai le compagnie di linea praticano spesso tariffe competitive e i vettori charter sempre più legati al tour operating hanno consolidato rotte spesso non raggiunte da altri vettori”.

Il presidente di Assoviaggi pone l’attenzione su un punto importante: “Sarà interessante capire, in virtù dell’entrata in vigore della nuova direttiva europea, se questi vettori low cost e di linea oltre che Ota che già oggi vendono pacchetti, si prenderanno carico degli obblighi che da sempre adv e t.o. si assumono,  altrimenti è troppo facile praticare il basso prezzo senza dover garantire il consumatore con la dovuta assistenza, il fondo di garanzia, le riprotezioni, il rispetto della direttiva sui pacchetti”.

Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al numero 1529 di Guida Viaggi. l.d.

 

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