Italobus in crescita

“Collegare al mercato dell’Alta Velocità tante zone del Paese che ne erano sprovviste”, nasce con questa finalità Italobus, l’intermodalità di Italo, “servizio nato nel 2015 – spiega Francesco Fiore, direttore pianificazione strategica e sviluppo del prodotto -. Siamo partiti a dicembre 2015 dall’area della Mediopadana, puntando sulla stazione AV di Reggio Emilia come snodo intermodale. Abbiamo scelto quella zona perché credevamo nelle potenzialità del territorio, facilitando così gli spostamenti di tanti viaggiatori che si muovono periodicamente per esigenze lavorative, e consentendo anche a chi desidera visitare città come Parma, Mantova, Cremona, solo per citarne alcune, di scegliere un’esperienza di viaggio nuova e confortevole”. Subito è stato stabilito che la Mediopadana era “il primo step, per presentare e far conoscere il nostro servizio che poi sarebbe cresciuto e così è stato”. L’intermodalità di Italo oggi garantisce spostamenti in treno ad Alta Velocità con tutti i servizi del caso, si scende dal treno e nel giro di 20 minuti c’è un Italobus che porta a destinazione, il tutto acquistando un unico biglietto. “Abbiamo permesso a tante realtà importanti di essere collegate al network dell’Alta Velocità. Se pensiamo a Bergamo, che oggi da Milano Rogoredo è collegata con Italobus sia al centro città sia all’aeroporto di Orio, oppure al Sud, dove c’è tanta richiesta di collegamenti veloci”.
Ad oggi sono servite 18 città: “Mantova, Parma, Cremona, Modena dalla stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana; Bergamo, Capriate e Orio al Serio da Milano Rogoredo; Rovereto e Trento da Verona Porta Nuova; Picerno, Potenza, Ferrandina, Matera, Taranto, Sala Consilina, Lauria, Frascineto (Castrovillari) e Cosenza da Salerno. Senza contare i servizi che attiviamo stagionalmente come quelli per la settimana bianca o quelli per il Cilento ed il Vallo di Diano per l’estate”.
Grazie ad accordi con operatori privati di trasporto su gomma, che forniscono bus nuovi e brandizzati Italo, la flotta è composta da circa 15 bus.

I maggiori fruitori
del servizio

Il target? Business, leisure, culturale. Gli ambiti sono differenti. “Tra i nostri frequent traveller troviamo sia chi viaggia per lavoro sia chi sceglie l’intermodalità per viaggi leisure. Colleghiamo località fortemente produttive, come quelle della Mediopadana, e molte mete turistiche: pensiamo a Matera, Trento ed al mare del Cilento (proprio per questo ogni estate attiviamo servizi specifici) – precisa il manager -. Supportare iniziative culturali locali: spesso stringiamo accordi con diverse associazioni per far sì che chi utilizzi Italobus possa aver diritto a sconti riservati per accedere a mostre o concerti”.
Il manager cita il Mantova Jazz, la mostra di Janello Torriani a Cremona o il Lucca Comics. A tal proposito sono stati attivati “dei servizi ad hoc su Lucca per quell’evento, consentendo a tanti appassionati di spostarsi comodamente”.
Numeri alla mano nel 2016 il servizio Italobus è stato scelto da circa “40mila viaggiatori. Per il 2017 puntiamo a confermare e rafforzare questo risultato, che già di per sé è per noi molto importante”.
I punti deboli italiani
Alla domanda a che punto sia in Italia il trasporto integrato rotaia-gomma, Fiore non nasconde che “ad oggi l’intermodalità in Italia ha ancora tanta strada da fare e proprio per questo ci stiamo attivando molto, per far sì che il trasporto intermodale diventi davvero un valore aggiunto al servizio dei viaggiatori”.
I punti deboli su cui lavorare? Su tutti “la questione delle coincidenze. Se si decide di affrontare un viaggio prendendo prima un bus e poi un treno – esemplifica il manager – ci si può ritrovare nella spiacevole situazione di arrivare tardi alla stazione ferroviaria per diversi motivi e di essere costretti ad acquistare un nuovo biglietto per il treno successivo (appartenendo bus e treno a due aziende differenti).
Grazie all’intermodalità lanciata da Italo, se si dovesse far tardi con Italobus si è riprotetti sul primo treno Italo disponibile, grazie alla comodità del biglietto unico integrato valido per i due mezzi di trasporto”, conclude Fiore.                     

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