Le novità fiscali sullo “split payment”

Con la pubblicazione lo scor-so 23 giugno della Legge 21 giugno 2017, n 96 di conversione, con modifiche, del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, si conclude l’iter di approvazione della manovra estiva correttiva dei conti pubblici.
Si tratta in particolare delle "Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo". Sono numerose le disposizioni di natura fiscale che hanno riflessi sull’attività delle imprese di viaggi e turismo.
Ne esamineremo una in particolare che concerne il cosiddetto split payment o “scissione dei pagamenti”.

Split payment (art.1) (modifica dell’art. 17ter del Dpr n. 633/1972)
Viene esteso l'ambito di applicazione del meccanismo dello split payment ovvero “scissione dei pagamenti” alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti della pubblica amministrazione in generale, come definita dalla legislazione in materia di finanzappubblica (la disciplina previgente, invece, limitava la scissione dei pagamenti solo alle operazioni effettuate nei confronti dei soggetti pubblici specificamente indicati dalla norma).
Il metodo dello split payment consiste nell’incasso del corrispettivo delle prestazioni di servizi e delle cessioni di beni fatturate nei confronti della pubblica amministrazione al netto dell’Iva, che viene versata direttamente dall'ente pubblico all'erario.

Per lo split payment vale soltanto la fattura
La scissione dei pagamenti Iva riguarda soltanto le operazioni documentate con relativa fattura. Pertanto, sono escluse dal meccanismo dello split payment le operazioni certificate con ricevuta o scontrino fiscale ovvero con altri documenti riepilogativi e di quietanza, tipo estratti conto che spesso vengono utilizzati dalle imprese di viaggi intermediarie per riepilogare le operazioni intermediate ed addebitare gli importi ai clienti soprattutto “business”.
I fornitori della pubblica amministrazione infatti devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall’art. 21 del Dpr n. 633/72, tra cui l’evidenziazione dell’imposta, apponendo l’annotazione “scissione dei pagamenti” sulla medesima.

Intermediazione
delle imprese
di viaggi e turismo

L'impresa di viaggi che prenota ad esempio un servizio di alloggio o un posto su di un volo agisce in nome e per conto del cliente.
Pertanto, la prestazione di servizi, ai fini Iva, è esclusivamente relativa all'attività di intermediazione svolta dall'Impresa di Viaggi; mentre i servizi principali intermediati (servizio di trasporto,  alloggio, ecc.) sono resi dai vettori, alberghi, ecc. che già certificano i loro corrispettivi.
Di solito poi sono riepilogati dall’impresa di viaggi in un estratto conto che ha valore finanziario e contabile ma non è una fattura.
L'impresa di viaggi deve invece emettere alla pubblica amministrazione una fattura per il suo compenso d'intermediazione che, se soggetto ad Iva, evidenzierà l'imposta relativa rientrante nella “scissione dei pagamenti”, che sarà quindi regolata direttamente dalla pubblica amministrazione verso l'erario.
Per l’attività di vendita di un singolo servizio turistico, se non rientrante nel regime speciale Iva 74-ter e ciò in quan-to non precedentemente acquisito nella disponibilità del- l’agenzia, l’agenzia di viaggi deve emettere una fattura in regime Iva ordinario con imponibile + Iva = totale fattura. Anche in tale caso la relativa fattura rientrerà nel meccanismo della “scissione dei pagamenti”.
L’agenzia di viaggi procederà come di consueto alla registrazione della fattura nei registri Iva – regime ordinario – senza computare come Iva debito l’imposta indicata nella fattura, la quale non parteciperà alla liquidazione periodica (a seconda dei casi: mensile o trimestrale).
In entrambi i casi, l'imposta sarà versata all'erario dalla Pubblica amministrazione e il netto della fattura sarà pagato all'agenzia di viaggi.

Organizzazione
delle imprese
di viaggi e turismo

Il predetto meccanismo non trova invece applicazione in relazione alle operazioni assoggettate a regimi speciali che non prevedono l’evidenza dell’imposta nella fattura e che ne dispongono l’assolvimento secondo regole proprie, come appunto il regime speciale Iva per le agenzie di viaggi e turismo, disciplinato dall'art. 74-ter, DPR n. 633/72 e dal Decreto ministeriale n. 340/1999. Pertanto tutte le fatture 74-ter emesse nei confronti della Pa sono escluse dallo split payment  (Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 19 febbraio 2015, n. 6/E).
Lo split payment viene inoltre esteso anche alle operazioni effettuate nei confronti delle
a) società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri;
b) società controllate direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di comuni;
c) società a loro volta controllate, direttamente o indirettamente, dalle società indicate alle lettere precedenti;
d) società quotate inserite nell'indice Ftse Mib della Borsa italiana.
In buona sostanza le disposizioni in commento hanno esteso l’ambito applicativo dello split payment a tutte le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato pubblicato dall’Istat nonché di altri soggetti considerati ad “alta affidabilità fiscale”. Viene eliminata la norma secondo cui lo split payment non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito (abrogazione dell’art. 17-ter, comma 2, del Dpr n. 633/ 1972). Pertanto anche i professionisti ed i collaboratori soggetti a ritenuta fiscale dovranno applicare lo split payment sulle fatture emesse nei confronti della Pa.
In particolare, viene inoltre previsto che:
•  a richiesta dei cedenti o dei prestatori, i cessionari o i committenti devono rilasciare un documento che attesti la loro riconducibilità ai soggetti cui si applicano le norme sullo split payment. I cedenti e i prestatori, in possesso della predetta attestazione, devono applicare tale modalità di versamento dell’Iva;
•  dall’applicazione delle norme sulla scissione dei pagamenti vengono esclusi gli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico;
•  per consentirne un’erogazione più rapida, a partire dal 1 gennaio 2018, i rimborsi da conto fiscale per i soggetti passivi Iva a cui si applica lo split payment sono pagati direttamente dall’Agente della riscossione con fondi dell’Agenzia delle Entrate.
Le nuove disposizioni si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 1 luglio 2017.

*responsabile fiscale di Dolphin Italia e consulente Fto

Cos’è lo “split payment”

In pratica con l’applicazione del meccanismo della “scissione dei pagamenti” Iva, denominato split payment, il pagamento del corrispettivo degli acquisti di beni e servizi effettuati dalle Pubbliche amministrazioni viene ad esser scisso dal versamento dell’imposta dovuta.
L’Iva addebitata dal fornitore nella fattura dovrà essere versata dalla stessa amministrazione pubblica acquirente direttamente all’Erario e non più dal fornitore. Infatti al fornitore viene versato il corrispettivo al netto dell’imposta (cosiddetto “split payment”).

 

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