La Brexit preoccupa i vettori britannici

Preoccupate dalle conseguenze della Brexit le compagnie aeree britanniche cominciano a manifestare la loro inquietudine.

Pochi giorni fa, davanti al parlamento europeo, l’a.d. di Ryanair Michael O'Leary ha ricordato che “la data termine per le compagnie aeree non è marzo 2019, data prevista per la fine dei negoziati tra Ue e Gran Bretagna, ma settembre-ottobre 2018. Cominceremo ad annullare voli sei mesi prima”.

Lo stesso giorno, Sean Kennedy, vice presidente di Air Transport Association, che vede tra i suoi membri United, American e FedEx o Ups, ha affermato che anche i voli transatlantici potrebbero essere rivisti. Quando la Gran Bretagna lascerà la Ue a marzo 2019, non farà, infatti, più parte dell'accordo "cieli aperti" con gli Stati Uniti o del mercato unico dell'aviazione. I responsabili dei vettori chiedono che il loro “destino post-Brexit” sia valutato al più tardi nell’autunno 2018, a rischio di una interruzione del traffico tra il Regno Unito e i Paesi dell'Unione europea e gli Stati Uniti.

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