Un accordo per l’internazionalizzazione delle fiere italiane

Sace e Simest che costituiscono insieme il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cdp hanno siglato ieri pomeriggio a Roma, presso il ministero degli Affari Esteri, un protocollo d’intesa con Aefi (associazione esposizione e fiere italiane) finalizzato ad identificare aree di comune intervento per favorire il processo di internazionalizzazione delle fiere e delle imprese italiane.

Il comparto delle fiere, che danno origine al 50% dell’export delle aziende italiane, nei primi mesi del 2017 ha registrato segnali di ripresa ed è di 60 miliardi di euro il giro d’affari.

Questo accordo, che avrà durata annuale, formalizza una collaborazione strategica tra la dimensione finanziaria e quella fieristica del nostro export – ha commentato Benedetto Della Vedova, sottosegretario di stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale – l’obiettivo è quello di consolidare e di rafforzare ulteriormente i successi delle imprese italiane sui mercati internazionali, fattori determinanti per la ripresa che inizia a farsi via via più consistente. Le esportazioni continuano a crescere nei primi mesi del 2017 al ritmo dell’8% e testimoniano la capacità delle nostre imprese di competere non solo all’interno del mercato unico ma anche in un contesto mutevole e complesso come quello extra-Ue”.

“L’intesa si inserisce nelle attività dell’associazione volte a favorire lo sviluppo di una politica industriale del Paese in cui le fiere siano il veicolo di promozione all'estero per le aziende e le eccellenze made in Italy- ha dichiarato Ettore Riello, presidente Aefi – grazie alle soluzioni finanziarie e assicurative studiate da Sace e Simest per Aefi i nostri associati avranno un’ulteriore opportunità di sviluppo sui mercati stranieri”.

Nel 2017 le manifestazioni fieristiche italiane sono state 955, 200 quelle internazionali, 266 le nazionali, prevalentemente rivolte al tessile (17%), allo sport e agli hobby (11%), ai gioielli e agli accessori (9%), al food e all’ospitalità (9%), ma anche alla meccanica ( 9%). a.te.

 

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