Vacanze, attenzione ai contanti

Prelevare dal proprio conto corrente un importo pari o superiore a 3mila euro non viola la norma antiriciclaggio, ma per gli imprenditori, dal 3 dicembre 2016, sono considerati ricavi i prelievi non giustificati per importi superiori a mille euro giornalieri e, comunque, a 5mila euro mensili. Lo spiega un articolo della sezione Norme & Tributi del Sole 24 Ore.

Per quanto riguarda le successive spese, “se queste fossero effettuate in Italia, non si potrebbe usare questo contante per pagare un unico acquisto di beni o servizi, mentre all’estero occorrerebbe analizzare le normative  locali. Andando in vacanza oltreconfine con 15mila euro in contanti, è comunque necessario dichiarare tale somma alla dogana”.

In Italia dal primo gennaio 2016, i trasferimenti di denaro contante, a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, possono essere effettuati fino a 2.999,99 euro  e a partire dal 4 luglio 2017 la violazione è punita con una sanzione amministrativa da 3mila a 50mila euro. Il trasferimento in contante è dunque vietato anche se svolto con più pagamenti, inferiori a 3mila euro, che però “appaiono artificiosamente frazionati”, o sono realizzati attraverso più operazioni, "singolarmente inferiori al limite di legge, effettuate in momenti diversi e in  un periodo di tempo fissato in 7 giorni”. Non si viola la norma antiriciclaggio, però, se la suddivisione di un importo pari o superiore a 3mila euro dipende da contratti già stipulati tra le parti, che prevedano le rateazioni o le somministrazioni.

I prelievi/versamenti di contante sopra la soglia sul proprio conto corrente o libretto postale o effettuati con carta di credito non costituiscono automaticamente una violazione della norma antiriciclaggio.

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