Veratour: “Un anno da record, a piccoli passi”

“Chiuderemo l’anno con un fatturato record da 200 milioni di euro, con un +17% dei volumi e un aumento degli utili”. Non nasconde la sua soddisfazione Stefano Pompili, direttore generale di Veratour, nel presentare i risultati relativi all'anno in corso nell’ambito dell’evento di chiusura della stagione estiva del resort “Barone di Mare” di Melendugno, in Puglia. “Uno dei nostri prodotti che ha registrato lo start up più complicato”, ammette Pompili in riferimento alle 4 settimane di ritardo che hanno spostato l’apertura al pubblico del nuovo resort gestito da Veratour al 9 luglio scorso. “Il resort ha poi performato in maniera eccellente e abbiamo riprotetto tutti i clienti coinvolti nel prolungarsi dei lavori di ristrutturazione, non dipendenti da noi”.

Quanto al futuro prossimo, “il nostro driver principale – spiega Pompili – resta quello della politica dei piccoli passi alla quale siamo fedeli da 25 anni, per consolidare la nostra vocazione alla fascia turistica medio-alta: anche per questo motivo non prevediamo nuove aperture nel 2018, ma il potenziamento e la valorizzazione dell’esistente attraverso interventi mirati”. Lo stesso resort “Barone di Mare” sarà completato con una spa da 2.000 mq, un teatro tenda e un centro congressi da 150 posti. Sul medio periodo, invece, Pompili svela che “in tre anni apriremo due nuovi resort in Puglia e Sardegna” anche se il sogno del dg è una struttura “in un paese dei Caraibi meno di massa, di lingua inglese o francese”. Dal punto di vista finanziario, l’obiettivo è quello di “crescere del 7-10% ogni anno, per raggiungere un fatturato di 250 milioni di euro nel 2020”.

In riferimento ai risultati estivi, Veratour registra un +22% sul lungo raggio e un +26% sui viaggi con voli di linea: quest’ultimo è tra i settori che il t.o. vuole maggiormente sviluppare nei mesi a venire (“lavoriamo molto bene con Neos, Air Dolomiti, Meridiana e Alitalia, della quale possiamo solo parlar bene e alla quale vogliamo rinnovare la nostra fiducia, anche nell’eventualità dell’apertura di nuove rotte”). I trend per macroarea raccontano di un +32% sull’Italia, un +8% sulla Grecia, un +190% su Egitto e Tunisia – condizionato però dai numeri bassi degli ultimi anni – e Baleari e Canarie a +1%, anche se Pompili lancia l’allarme: “Un’isola come Formentera, che è stata ‘creata’ turisticamente dagli italiani, è a rischio implosione a causa dei pricing altissimi con servizi non corrispondenti ai costi”. g.m.

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