Nuove tendenze: i siti “vestiti” da app

La tendenza del momento sono i Bot. “Ci sono tante aziende che credono che il futuro sia la presenza dell’assistente virtuale per la pianificazione del viaggio, per questo nascono app che si presentano come chat". A commentare il fenomeno è Pietro Ferraris, presidente Associazione Startup Turismo

"Un algoritmo fornisce le risposte, per un’interazione in veste 2.0 con un’intelligenza artificiale. Sono una sorta di versione post moderna delle adv”, commenta il manager a Guida Viaggi. Strumenti in fase embrionale, con alcuni limiti evidenti, tipo nel linguaggio, per esempio non sono ancora in grado di decifrare un parlato colloquiale e quindi si arrestano, "non funzionano più, ci sono ancora tante difficoltà, ma sono comunque da tenere sotto osservazione perché spopoleranno – asserisce il manager -. E' un sistema adatto a tutti, inoltre è più facile programmare un Bot". A suo dire l'evoluzione che avranno è presto detta, si passerà "dall'assistenza post sale per arrivare alle vendite, è il futuro dei prossimi anni", afferma Ferraris. Per questo "va tenuta sotto controllo, è disruptive per l'industry, è quella che avrà un peso maggiore e un costo minore".

L'esempio citato dal manager è quello di Klm che ha deciso di sperimentarla dietro tecnologia Facebook. Nel caso del vettore i possono prenotare un biglietto aereo su Messenger con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il nuovo bot si chiama BlueBot (BB) e, per conto della compagnia aerea, chatta con i clienti via Messenger assistendoli nella prenotazione di un volo. Quello dei Bot è un mondo su cui tutti stanno sperimentando, a partire dal versante bancario che è il fronte più caldo in tal senso, in termini di sperimentazione. Le banche oggi danno i Bot che assistono il cliente. A tal proposito Ferraris cita la Banca N26 che è presente solo come app mobile, un caso che sta facendo numeri in termini di utenti e di crescita. 

Da non sottovalutare

Un aspetto da non sottovalutare è che stanno nascendo “nuove tecnologie per il web per la realizzazione di siti che sembrano app e i tempi sono maturi per vederli come realmente competitivi”. Questo perchè "è più difficile convincere l'utente a scaricare app che da link". Nascono siti che utilizzano l'Amp, "un protocollo che prende piede", e che sono fatti utilizzando questo standard, "che funziona bene su mobile – prosegue Ferraris -. Ci sono tanti investimenti in questo senso". Il che ci porta a fare un passo successivo. Infatti, secondo Ferraris “non è detto che il nostro futuro sia fatto solo di app, c’è anche un ritorno al web (simile alle app) – afferma -. Le aziende stanno avendo più visite al sito dal mobile che dal web".

I nuovi trend

Si assiste ad una crescente verticalizzazione, gli utenti sono tanti e differenti e c'è molto spazio per le esperienze. Prova ne sono, ancora una volta, i Millennial, in quanto "sono più esigenti, preferiscono spendere soldi in esperienze e sono molto accorti. Se un tempo cercavano il volo+hotel ora si ricercano un valore aggiunto". s.v.

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