La Tunisia è pronta

La Tunisia è pronta a ripartire. Ha dalla sua diversi atout, che il mercato ben conosce e che vanno a comporre la sua offerta turistica a più livelli. Ha lavorato molto sulla sicurezza, tra aeroporti, hotel, siti turistici e sulla formazione del personale. Souheli Chaabani, direttore per l'Italia dell'ente nazionale tunisino per il Turismo, oggi in conferenza stampa a Milano, lo ha fatto ben presente. 

La situazione attuale vede una Tunisia pronta ad investire di nuovo in comunicazione, forte di un turismo che è la terza voce del Pil, rappresentando il 7,5%, il che vuol dire dare lavoro a 400mila persone, su una popolazione di 12 mln.

Comunicazione vuol dire cavalcare tutti i canali, dai social a quelli più tradizionali. "Partirà il 6 novembre la campagna nazionale 2018, sarà digitale, con video – annuncia il direttore -, ma punteremo anche sui canali social, svilupperemo le relazioni pubbliche". Ancora presto per svelare i temi su cui si farà leva, ma è facile comprendere che verteranno su un'offerta trasversale, non più e non solo incentrata sul turismo balneare, sebbene sia ancora fortemente prioritario tra le scelte degli italiani. Nulla di male, certo, ma si cercherà di spostare l'attenzione anche su altri segmenti, dove la cultura svolgerà un ruolo prioritario.

L'idea è quella di portare il nostro mercato ad essere più consapevole sul fronte delle scelte che può operare per un viaggio in Tunisia, tra deserto, benessere, thalassoterapia, "siamo il secondo Paese dopo la Francia", golf, Mice, "che rappresenta un forte valore aggiunto, in tutte le strutture alberghiere ci sono centri congressuali. E per questo segmento la Francia è il mercato principale", ma anche città, arte, cultura. Resta forte il segmento delle crociere, ma ci sono anche nuove formule, come per esempio "il turismo chirurgico, abbiamo delle convenzioni con medici europei e i centri sono a Tunisi, Mahadia, Hammamet". Prendono piede nuovi trend anche da parte degli italiani, che iniziano a scegliere la Tunisia per trascorrere i mesi invernali, "in alberghi 5 stelle lusso". 

Ad oggi si è ancora lontani dai numeri che hanno caratterizzato il mercato italiano, se si pensa ai 480mila connazionali del 2004, ma c'è una crescita sul 2016. Per l'anno in corso la previsione è di arrivare a 90mila italiani, sono stati 72mila nel 2016. "Al 20 ottobre i turisti europei sono stati 1 mln e 520mila, +19% sullo stesso periodo dello scorso anno".

"Quest'anno certi mercati hanno avuto una progressione altissima, basti dire che la Francia ha messo a segno una crescita del 50%, abbiamo assistito ad un ritorno dei tedeschi e russi, ma anche degli inglesi. Gli italiani sono più lenti a reagire, sono molto sensibili al tema della sicurezza e della comunicazione – osserva il direttore -. E quello che vogliamo fare è arrivare al consumatore italiano". Per farlo la comunicazione resta la mossa strategica su cui investire. s.v.

Nella foto: da sinistra Abdelmalek Behiri, relazioni pubbliche dell'ente nazionale tunisino per il Turismo, Helmi Hassine, rappresentante generale di Tunisair in Italia e Souheli Chaabani, direttore per l'Italia dell'ente nazionale tunisino per il Turismo

 

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