Colombia, priorità al turismo per imporsi sui mercati internazionali

La priorità è il turismo. Parte da qui il progetto di sviluppo affidato all'ambasciatore della Colombia in Italia, Juan Mesa Zuleta, a Roma da un anno: “Il nostro è un Paese da valorizzare. Chiunque ci venga per la prima volta resta colpito dalle sue bellezze. Il conflitto è finito. La visita del Papa, che ha avuto eco sulle prime pagine dei giornali in tutto il mondo, è stato l'evento più importante degli ultimi 80 anni”. La Colombia, rispetto all'Italia, soffre della mancanza di collegamenti diretti. Lo scorso anno i visitatori italiani, prevalentemente turisti ma anche uomini d'affari, sono stati 25mila, in aumento, “e il tasso di crescita degli arrivi internazionali in Colombia è quest'anno del 22% sui 6 milioni di visitatori del 2016”. Mesa Zuleta è concreto: “Nella seconda settimana di novembre avrò un incontro a Milano con operatori turistici e agenzie di viaggio. La stessa cosa la organizzeremo anche a Torino. Vogliamo far entrare le nostre mete nei migliori cataloghi”.
Quanto al volo diretto, “ho incontrato uno dei commissari straordinari di Alitalia, Luigi Gubitosi, per proporgli una collaborazione. In passato Alitalia ha avuto un volo diretto, che nei nostri auspici andrebbe riproposto. Ma l'Alitalia sta attraversando un momento difficile…”. Dall'Italia il viaggio è impegnativo; si possono utilizzare Lufthansa, Klm, Air France, Air Europa, Iberia e Turkish, ciascuna transitando dal suo hub nazionale. Dalla sola Spagna i collegamenti sono 54 alla settimana. Ad Avianca, la principale compagnia colombiana, a capitale privato, l'ambasciatore ha proposto un “triangolo Roma-Bogotà-Cartagena. Ma non sarà facile…” ammette. In Italia vivono circa 18mila colombiani; non sufficienti, in realtà, a creare un bacino di traffico etnico. Quali sono le mete turistiche più attraenti? L'ambasciatore non ha dubbi: “Cartagena, Medellin, Santa Marta, San Andres, San Augustin, a un'ora di aereo da Bogotà, con il suo bellissimo parco archeologico. In ogni caso, ogni giro della Colombia finisce sul mare di Cartagena, il nostro gioiello”. Oggi la Colombia appare in pochi programmi di viaggio. “Ma è colpa nostra, non facciamo sufficiente promozione. E quando i giornali parlano della Colombia – lamenta – spesso i resoconti sono ancora pieni di vecchi stereotipi e i luoghi comuni: invece il Paese è sicuro, la criminalità è stata estirpata e i conflitti sono finiti”. Intanto Juan Mesa Zuleta sta lavorando per un progetto a quale tiene particolarmente: “Far intitolare a Roma una piazza a Gabriel Garcia Marquez”, il più grande scrittore colombiano.                              

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