Robot relatori e startup divenute miliardarie

Ci saranno quattro hall e tre arene per l'edizione 2017 Bto il 29 e 30 novembre a Firenze. Una vera “finestra sul futuro”, come recita il Payoff. Conterà 161 appuntamenti con un focus sulla sicurezza – che vedrà l'intervento di un pirata informatico in diretta – uno sull'Asia, e uno sulle applicazioni dell'intelligenza artificiale nel turismo.
In una hall si susseguiranno 46 relatori con a disposizione 15 minuti ciascuno, con i nomi più illustri del panorama italiano. Nelle varie conferenze di settore si incontreranno Walter Lo Faro di Expedia, ma anche Ait Vonke pronto a raccontare l'ultima partnership con Thomas Cook, Malte Siewert di Trivago, che debuttò proprio a Bto 10 anni fa. Maud Bailly di Accor spiegherà come "distruggere" un'azienda dall'interno, Charlie Ballard di Tripadvisor parlerà di tendenze travel in Italia. Tavolo anche sull'housesharing in rapido sviluppo come illustrerà Airddna, società di analisi di Airbnb, in un panel con Giorgio Palmucci presidente Confindustria Alberghi.
Per l'intelligenza artificiale Claudio Gadda presenterà il progetto Watson di Ibm, ma interverrà persino un robot in qualità di relatore, pronto a raccontare la sua esperienza in un hotel.
Le ricerche Phocuswright ci dicono fin da ora che il mercato del turismo vale 1,33 trilioni di dollari nel mondo, contro 1,26 dello scorso anno. I turisti si muovono per lo più da Europa, Asia e Nord America (rispettivamente 27%, 27%, 25%) ma il mercato turistico online fa la sua parte del leone proprio in Europa con il 35% di share, seguito da Nord America al 31% e dall’Asia al 21%.
Quanto alle previsioni di prenotazioni online dal 2016 al 2020 passeranno dal 28 al 30% in Europa, dal 31 al 37% in Asia, e dal 35 al 39% negli Usa.
“La Cina gioca un ruolo preponderante nell’online” ha fatto osservare Giancarlo Carniani, curatore del programma di Bto, svelandoci questi primi dati. “Il 50% delle prenotazioni che vengono dalla Cina sono effettuate tramite mobile, e dall’India rappresentano il 31%”. Il manager ha illustrato anche l’importanza, in questo contesto, di Ctrip, ormai uno dei giganti mondiali cinesi, proprietario di compagnie di crociera (SkySea Cruise Line), vettori aerei (China Eastern), catene alberghiere (Jiugi/Lagom), Ota, e società di private accomodation.
L’online diretto e le Ota pesano ormai sul fatturato di tutti gli attori del turismo: per le compagnie aeree rappresentano il 40% circa del fatturato, ma per le low cost siamo all’80%; diversa la situazione del tour operating in cui l’online si attesta attorno al 20% lasciando ancora spazio ad altri canali.
Se scendiamo nel dettaglio scopriamo che internet è dominato dalle Ota: in Usa hanno superato il 51% del mercato, e in situazioni più frammentate, come quella europea, siamo al 69%.
Crescono anche le “private accomodation”. In Italia rappresentano ancora l’11% del ricettivo, in Germania siamo al 23%. Tuttavia l’85% degli italiani che normalmente usufruiscono di un hotel ha già pensato di cambiare in favore delle private accomodation.
Infine il dato riguardante il fatturato che deriva dai servizi ancillari: sul podio le compagnie aeree che detengono il 40% del mercato globale, seguite dagli hotel al 33%. Ma l’offline gioca ancora un ruolo preponderante: 102 miliardi di dollari nel 2017 contro i 18 miliardi dell’online, anche se è un fatturato destinato a crescere arrivando nel 2020 a 129 miliardi offline, contro i 27 online.   

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