Patané: “Il lusso un business che non possiamo farci sfuggire”

Il lusso è un mondo molto appetibile, per diversi motivi, come segmento di mercato, come chance di business per operatori ed adv, in termini di flussi incoming da poter accogliere nel nostro Paese, che già occupa posizioni di tutto riguardo quanto ad appetibilità ed ovviamente, in termini di budget di spesa.

"L'Italia è prima come meta amata dai luxury traveller stranieri, quarta a livello mondiale per fatturato", fa presente Magda Antonioli Corigliano, responsabile Master in Economia del Turismo, Università Bocconi, intervenuta ieri al BizTravel Forum alla tavola rotonda dal titolo “Tra Luxury e Bluxury, Tendenze e valori del mercato turistico di lusso". I nuovi ricchi sono mercati quali Cina, India, Russia e Paesi del Golfo.

Stiamo parlando di un target che, a detta di Luca Patané, presidente del Gruppo Uvet, "non è più una nicchia, è un business che non possiamo più farci sfuggire. I clienti hanno il know how, ma devono essere guidati per le soluzioni più esclusive – ha sottolineato il manager durante la tavola rotonda -, vivono di passaparola".

Cosa devono fare, quindi, gli operatori italiani per agganciare questo target? "Per poter attirare questo segmento in adv servono conoscenza, know how e disponibilità. Il tutto unito alla proattività", risponde Patanè alla domanda posta da Francesca Benati, general manager Amadeus Italia, che ha moderato l'incontro. Il lusso sta vivendo una "crescita enome – aggiunge il manager -, prova ne sono la scelta del nostro Paese quale location per matrimoni da parte dei Paesi emergenti". Il suggerimento o lo sprone che il manager dà è quello di "comunicare meglio quello che possiamo fare ed abbiamo. E' un focus che dobbiamo considerare, che richiede un lavoro sinergico forte per portare il mercato dall'estero in Italia – afferma Patanè -, sia per la gestione degli eventi, sia per i desiderata".

Il manager lamenta la mancanza di "una unione di intenti", che auspica possa nascere da questo consesso, durante le quali ha gettato alcuni semi. L'intenzione è quella di "mettere insieme sforzi e risorse per farlo diventare un trampolino di lancio che porti ricchezza per un progetto a medio e lungo termine sul lusso". 

Dal tavolo del BizTravel Forum il manager ha lanciato una proposta molto chiara ai suoi partecipanti, che ha visto la presenza anche di Gaddo Della Gherardesca, presidente dell'associazione Dimore Storiche Italiane, Massimo Fubini, ceo ContactLab, Ettore Sarzi, presidente Skorpion Travel. "Lavorare in sinergia, ma cosa vuol dire?". Vuol dire parlare di progetti, fattibilità, numeri, esperienze a seconda dei diversi attori presenti e partecipanti. "Creare connessione, fuori c'è un mercato e non è rappresentato da nessuno, non c'è una associazione del lusso. La proposta è quindi quella di creare una collaborazione tra turismo ed altre aree per dar vita ad un prodotto esportabile in tutto il mondo – afferma Patanè -, ho comprato una compagnia aerea e non mi spaventa. Tutti abbiamo all'interno delle nostre aziende un segmento che vorrebbe fare il lusso – ha affermato -. Uvet non rappresenta il lusso, ma ne percepisco l'esigenza e il bisogno che c'è sul mercato, ho la tecnologia, ma poi ci vuole chi racconti le emozioni. L'anno prossimo verremo qua con un progetto". E' questa la promessa fatta dal manager, che sicuramente non tarderà a rivelare delle sorprese. s.v.

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