Palumbo: “Trasformare la materia prima del turismo in prodotto”

A che punto siamo con la spinta del turismo in Italia? Per spiegarlo in maniera molto netta ecco un paragone calzante con l’artigianato o con qualunque altro comparto che “trasforma”. A farlo è Francesco Palumbo, direttore generale turismo del Mibact, intervenuto al convegno Turismo 2030 organizzato dal Movimento 5 Stelle a Milano.

Si parla di visione al prossimo futuro, ma l’analisi del tecnico è molto urgente: “Abbiamo a disposizione la materia prima, ma non siamo ancora stati in grado di trasformarla in prodotto. Questo in Italia ancora non c’è, ragioniamo sempre in una dimensione di promozione ma non basta”. E i mercati esteri, spiega Palumbo, ce lo dicono chiaro: non hanno più bisogno di farsi raccontare le bellezze del Paese, ma fanno richieste precise: “Cosa possiamo fare in Italia?”.

Prodotti, dunque, esperienze, offerte. Come farlo? Innanzitutto “serve un’organizzazione”. A livello nazionale ma non solo. E’ ormai chiaro che la parola d’ordine è innovare, “ma come possono riuscirci le imprese turistiche italiane che sono di dimensioni mediamente molto piccole? Il sistema deve formare delle reti, e cercheremo di convincere il ministero dell’Economia che è necessario finanziarle. Di distretti si parla da decenni ma non c’è mai stata un’attuazione”.
Palumbo porta l’esempio della Francia, dove 1 mld di euro proveniente dalla Cassa depositi e prestiti è stato utilizzato proprio per finanziare le reti territoriali. E poi fondamentali devono essere i big data: “Organizzare tutti i dati, pubblici e privati, che potrebbero convergere su un’unica piattaforma”. m.t.

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