New York nella morsa del gelo: oltre mille voli cancellati

Più di tre giorni dopo la tormenta di neve che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti lo scalo John F. Kennedy di New York, uno dei più importanti del mondo, è ancora nel caos. Sono centinaia i voli cancellati o bloccati sulla pista e impossibilitati a decollare e migliaia di viaggiatori in attesa di raggiungere la loro destinazione. Una parte è stata mandata negli alberghi dell’area, molti altri sono rimasti all’interno della struttura. A un certo punto hanno dovuto chiudere il Terminal 1, tanto era al collasso. 

Secondo i calcoli del portale, FlightAware, negli Usa sono stati 4.300 i voli cancellati giovedì, più di 1.500 venerdì, un migliaio da e per la città di New York. Sotto accusa finiscono soprattutto i vertici di Port Authority, la società che gestisce i tre scali di New York (Jfk, LaGuardia e Newark), ma anche le compagnie aeree che — secondo diversi addetti — hanno comunque fatto partire i loro aerei verso la città americana, salvo poi ritrovarsi bloccati in pista o dirottati altrove.

Anche Alitalia ha dovuto arrendersi all'evidenza: un volo del 4 gennaio scorso partito da Malpensa, per esempio, è stato fatto atterrare a Montreal, in Canada. Altri jet sono stati fatti rientrare, oppure atterrare a Washington dove gran parte dell’aeroporto è rimasta intasata. Anche chi è riuscito ad atterrare a New York sta comunque vivendo diversi disagi: ore di attesa all'atterraggio per scendere dall'aereo e ore per recuperare i bagagli. La situazione, promettono le autorità,  potrebbe migliorare oggi. Anche se ieri sera il Terminal 4 è stato chiuso per allagamento: alcuni voli, compresi quelli partiti da Milano e Roma, sono stati dirottati a Boston.

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