I cluster di UniCredit per aiutare il turismo

Duemiladuecento persone collegate da 87 sedi: questa la partecipazione per il nuovo appuntamento con gli UniCredit Talk ideati dall’istituto bancario e ieri dedicato al turismo. “I dati Istat – ha premesso Massimo Macchitella, responsabile small business financing products di UniCredit – mostrano che il turismo made in Italy sta toccando i suoi massimi storici rispetto agli anni precedenti e noi stiamo investendo con nuova finanza per aumentare i clienti in questo settore, che sarà uno dei comparti trainanti negli anni a venire”.

“Nel 2015 – ha spiegato Macchitella – avevamo stanziato un plafond di due miliardi di euro e siamo già a 1,6 miliardi di utilizzo. Per fine anno puntiamo a nuova finanza (si parla di altri due miliardi di fondi da stanziare per 30mila clienti di obiettivo, ndr)”. I trend da tenere d’occhio, secondo il manager sono la qualità, il fattore umano che permette di offrire un’esperienza di viaggio positiva, il turismo rurale, inteso come integrazione nell’ambiente, sostenibilità ambientale, turismo digitale attraverso l’interazione con gli ospiti prima, durante e dopo la vacanza, e i flussi dai nuovi Paesi asiatici.

Cosa fa UniCredit per andare incontro a questi trend? “Per erogare finanza e consulenza – ha replicato il manager – dobbiamo saper interpretare i fatti. Per questo abbiamo aumentato le competenze, avviando un’analisi del territorio sotto il profilo turistico, in collaborazione con Nomisma, e guardiamo gli asset turistici in tema di ricettività, cercando di capire come migliorare l’esperienza”. Da qui la creazione di una struttura dedicata, “perché UniCredit investe nella specializzazione con uno stirring centrale sui settori chiave”.

“Con Nomisma – ha raccontato ancora il responsabile small business – abbiamo creato 565 cluster turistici in Italia e per ciascuno si misurano i territori con riferimenti a precise coordinate in modo da individuare gli asset e dove porsi per intercettare i bisogni del cliente”. Per rispondere alle richieste dei clienti, “occorre declinare l’offerta in funzione della domanda, da qui puntare sulle riqualificazioni delle strutture e sull’apertura ai flussi lontani”. l.d.

Tags: ,

Potrebbe interessarti