I bilanci dei tour operator: Italia ed Europa a confronto

Come ormai è consuetudine da qualche anno, abbiamo esaminato i bilanci di 60 tra i principali tour operator italiani che hanno prodotto nel 2016 ricavi complessivi, derivanti dall’attività di organizzazione di pacchetti, ma anche dalla commercializzazione di servizi turistici, per circa 6,9 miliardi di euro. L’anno precedente ne erano stati esaminati 61 che avevano registrato ricavi per un ammontare totale all’incirca equivalente.
La nostra ricerca è stata condotta quasi in contemporanea con lo studio affidato dalla Commissione Europea a Kpmg sull’applicazione del regime speciale Iva all’attività di organizzazione delle imprese di viaggi nei Paesi membri dell’Unione Europea e sulle possibili opzioni di riforma.
Fto – aderente a Confcommercio/Confturismo – ha contribuito con l’invio dei questionari compilati dalle imprese associate alla federazione, che hanno rappresentato circa il 10% dei 98 complessivamente acquisiti dalle aziende con sede in 18 Stati membri, anche grazie alla collaborazione dell’Ectaa. Sono state acquisite informazioni sul valore del mercato turistico europeo, suddivise sia in base alla tipologia di attività sia in base agli Stati membri in cui è stata realizzata.

La banca dati europea
Si tratta di una banca dati di notevole interesse perché permette un confronto tra i dati delle imprese italiane ed il contesto europeo. L’analisi è stata condotta sia su un piano qualitativo sia quantitativo e copre tutti e cinque i modelli di business del settore: tour operator (To), travel agent (Ta), travel management company (Tmc), destination management company (Dmc) e meeting incentive congress event (Mice).
Il volume d’affari totale delle imprese coinvolte nella ricerca europea ammonta a circa 19 miliardi di euro, che rappresenta oltre il 10% del mercato totale dell’Ue stimato in 187 miliardi di euro. Non sono pervenute risposte da parte di imprese extra Ue.  Si è riscontrato che il 94% del fatturato delle imprese che hanno risposto al questionario si trovano in soli cinque Stati membri. Tale incidenza rispecchia grosso modo la composizione del quadro economico generale del settore, che vede 5 Paesi: Regno Unito (31%), Germania (18%), Spagna (11%), Francia (8%) e Italia (7%) produrre il 75% del fatturato complessivo realizzato dalle imprese di viaggi europee.
Anche la contribuzione al gettito Iva europeo è notevole, poiché si è calcolato che l’imposta assolta in base al regime speciale ammonti a circa 1,9 miliardi di euro all’anno, che è quindi il contributo che i t.o. europei danno agli erari dei Paesi membri.

Il valore complessivo della produzione è dato per il 34% dai travel agent seguiti subito dopo per un 29% dai tour operator; mentre il restante 37% è complessivamente realizzato da Tmc, Dmc e Mice.

Il mercato italiano, che vale circa 13,2 miliardi di euro, ha invece una composizione diversa rispetto alla media europea.

Il fatturato realizzato dai tour operator europei ammonta complessivamente a circa 54,7 miliardi di euro. Il valore complessivo della produzione dei tour operator italiani rappresenta pertanto circa il 9,8% del totale europeo.

Il valore di 5,4 miliardi della produzione dei t.o. italiani è al netto dell’apporto di Costa Crociere (circa 3,5 miliardi di euro). Se si considera che il valore complessivo prodotto dai t.o. della ricerca, senza Costa Crociere, ammonta a circa 3,4 miliardi di euro, vuol dire che il campione esaminato di 59 t.o. rappresenta oltre il 60% dell’universo dei tour operator italiani.
Se aggiungiamo anche il fatturato di Costa Crociere, ricompreso nella presente ricerca, giungiamo alla conclusione che il valore totale dei bilanci esaminati rappresenta pertanto circa l’11,6% del mercato europeo.

Italia, i bilanci depositati
Come in passato abbiamo condotto la ricerca estraendo gli ultimi bilanci depositati dai tour operator nel Registro delle Imprese tenuto presso le Camere di Commercio italiane e quindi restano esclusi dalla nostra indagine i tour operator con sede all’estero, senza stabile organizzazione in Italia. Come gli anni scorsi, infatti, mancano i bilanci di alcune società importanti che non hanno la sede legale ed amministrativa in Italia e quindi non sono depositati in Camera di Commercio. E’ un fenomeno che vale circa 41,7 miliardi in totale e 9 miliardi relativi all’attività di tour operator extra comunitari.
Quest’anno abbiamo avuto un rientro con l’inclusione nella ricerca dei bilanci del Gruppo Albatravel; mentre per altri non è stato purtroppo possibile acquisirli entro i tempi di realizzazione della presente ricerca per consentire la sua pubblicazione nel presente numero della rivista.
Anche l’anno 2016 è stato purtroppo funestato da conflitti internazionali e frequenti attentati terroristici di matrice islamica, che hanno provocato significative contrazioni e in alcuni casi battute d’arresto in termini di domanda di servizi per destinazioni turistiche di primaria importanza per il mercato italiano quali l’Egitto, la Tunisia, il Marocco e la Turchia. In un tale scenario gli operatori hanno ampliato l’offerta verso destinazioni alternative in attesa di una ripresa dei flussi turistici verso le destinazioni dell’Africa del Nord e del Medio Oriente, quali Caraibi (con Cuba ai primi posti per presenze), Canarie, Capo Verde, nonché sulle principali destinazioni del Mar Mediterraneo di Italia, Spagna e Grecia.
Iniziamo a notare che la semplice media evidenzia un incremento di circa l’1,7% sul totale del fatturato rispetto al volume del 2015. In realtà tale incremento medio è molto ingannatore della reale situazione che nasconde ottime performance da parte di diversi operatori e forti decrementi subiti da altre imprese organizzatrici.

Dati non omogenei
Salta all’occhio subito che i dati dell’andamento del valore della produzione non risultano affatto omogenei. Infatti per alcuni tour operator la contrazione della produzione rispetto ai valori pre-crisi risulta ancora molto significativa, con decrementi di notevole entità, mentre per Costa Crociere l’incremento è pari al 4% ed Alpitour da bilancio consolidato evidenzia un aumento del 2% anche se si rileva un lieve decremento nel volume della produzione del tour operating del 2,6%, segno che il risultato positivo consolidato deriva dalla ripresa degli altri settori: alberghiero, trasporto aereo e incoming.
Una nota generale invece sembra accomunare tutti, consistendo nella timida ripresa che caratterizza quasi tutti i tour operator in un anno come il 2016 che comunque è stato caratterizzato da notevoli criticità connesse alla sicurezza di molte importanti destinazioni turistiche.
Le società con un valore della produzione superiore a 100 milioni di euro sono state solo quattro così come nel 2015, 2014 e nel 2013. Dobbiamo andare più indietro nel tempo per trovare un maggior numero di operatori con volumi più consistenti.

Dalla tabella n. 1 si rileva che sono soltanto due i tour operator hanno incrementato il valore della produzione rispetto al 2015. Abbiamo anche evidenziato le variazioni del fatturato del 2016 rispetto agli andamenti nei tre anni precedenti, ed in particolare le variazioni rispetto al 2013.

Ci è sembrato utile riportare nella tabella sopra indicata le performance di alcuni tour operator che, pur non avendo superato i 100 milioni di fatturato nel corso del 2016, hanno però conseguito notevoli incrementi del valore della produzione. Nel caso di Mistral il volume delle vendite complessive è cresciuto di circa il 15% rispetto al 2015, in quanto le destinazioni offerte hanno permesso di conseguire buoni risultati rispetto alle contrazioni registrate nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Anche i principali indici economico-finanziari sono di segno positivo: Ros (Return on Sale) che misura il rapporto dell’Ebit sul valore della produzione è pari all’1,19%, cosi come il Roa (Return on Asset) pari al 4,72%, che esprime un buon rapporto tra l’Ebit e il totale dell’attivo di bilancio.

Per Aeroviaggi l’incremento di circa il 20% è essenzialmente riferito ai proventi della gestione turistico/alberghiera. Nel corso del 2016 è stata completata l’operazione di fusione per incorporazione della società che gestiva l’Hotel Torre del Barone. Notevole è nel complesso la capacità ricettiva di Aeroviaggi, che può contare su strutture alberghiere sia di proprietà sia in gestione.

La tabella n. 2 evidenzia che l’incidenza delle imprese che dichiarano più di 100 milioni di ricavi è cresciuta di circa un 1,5% rispetto al 2015 sul totale dei t.o. della ricerca, anche se progressivamente è andata sempre più aumentando nel corso degli anni. Se si esclude dal calcolo Costa Crociere, che è arrivata ad uno share del 51,4% sul totale delle aziende esaminate, si vede che gli altri big contano per circa il 25% del totale.

I numeri

Se si dividono le imprese analizzate in quattro gruppi per fasce di ricavi (vedi tabella 3), si possono osservare alcuni dati medi interessanti. Nessuno dei tour operator che fatturano più di 100 milioni di euro è in perdita; mentre la redditività segna valori negativi del reddito della fascia di aziende da 30 a 100 milioni di euro di valore della produzione. E’ da segnalare però che in tale cluster è rientrato il tour operator Valtur, che chiude l’esercizio con un Ebit negativo. Le imprese che fatturano tra 15 e 30 milioni di euro, nonostante abbiano subito un decremento medio di circa il 1,4%, e che il 14% delle 14 imprese appartenenti a tale cluster abbiano un risultato d’esercizio negativo, sono però riuscite a conseguire un buon margine di contribuzione pari al 2,7% ed anche un 7,1% di redditività netta sugli investimenti. Le imprese che invece fatturano fino a 15 milioni di euro registrano il decremento di valore della produzione più alto del 13,7% (era dell’8,5%  nel 2015). Pesano le performance non positive di Going e Swan Tour, che hanno rilevato un Ebit negativo rispettivamente di 3 e 1,4 milioni di euro. L’analisi in ordine al margine operativo lordo sul totale dell’attivo di bilancio (Roa) fa rilevare il valore più alto tra le imprese con un fatturato superiore a 100 milioni di euro: 7,7% (era 7,5% nel 2015).

Considerando l’importanza dei risultati parziali ai fini dell’analisi economica che si sta conducendo, si è ritenuto di utilizzare il criterio del “valore aggiunto” per la riclassificazione dei conti economici degli operatori. Ciò consentirà di evidenziare il risultato dell’aerea operativa, prima ancora della gestione ordinaria, che rappresenta il vero “core business” dei t.o. Il “valore aggiunto” o margine di contribuzione è dato dalla differenza tra i ricavi delle vendite ed i costi per la produzione dei servizi.

La struttura del conto economico

Infatti maggiormente significativo per il settore dell’organizzazione assume il dato del “valore aggiunto”, che rappresenta quanto i t.o. hanno realizzato dalla produzione dei pacchetti turistici. Il dato costituisce, da un lato, il valore apportato dal t.o. che acquisisce dai vari fornitori i servizi inclusi nel pacchetto, come il trasporto, l’alloggio e gli altri servizi turistici, e dall’altro, il margine di contribuzione per la copertura dei costi di gestione, in primis il costo del lavoro. Il nostro è senza dubbio un settore cosiddetto “labour intensive” se si pensa che l’incidenza del costo del lavoro sul valore aggiunto è pari al 54,3% per Alpitour, 45% per Veratour e ben il 73% per Eden.

Nella tabella sono inserite le medie della composizione dell’attivo e del passivo e patrimonio netto ricavati dai bilanci dei tour operator con valore della produzione inferiore a 100 milioni di euro. Sono pertanto esclusi i 4 big. Abbiamo infatti preferito non includere tali operatori, che hanno composizioni molto eterogenee tra di loro, e che sono invece esaminati nello specifico nella tabella 5 di seguito riportata.

Sul fronte dei finanziamenti, l'incidenza del capitale proprio nel 2016, che viene evidenziata nei bilanci, è del 20,5% del totale del passivo e patrimonio netto, che purtroppo riporta l'indice al di sotto della copertura delle immobilizzazioni; mentre in passato sembrava che ci potesse essere una inversione di tendenza rispetto alla media nel corso degli ultimi 10 anni (nel 2013 infatti l'indice del patrimonio netto era superiore anche se di poco rispetto al totale delle immobilizzazioni”.
La media negativa del reddito è principalmente dovuto ad alcuni risultati di tour operator come Valtur e Going che hanno chiuso il bilancio con perdite d'esercizio.
Come lo scorso anno, il rapporto tra attivo circolante e debiti a breve scadenza si è mantenuto in equilibrio. Ciò vuol dire che le imprese sono in grado di pagare i debiti verso i fornitori, principalmente quelli di servizi turistici con i crediti da incassare risultanti nel bilanci 2016 e le disponibilità liquide presenti in azienda.
La gestione della tesoreria non è pertanto in difficoltà anche perché l'incidenza dei debiti a media e lunga scadenza pari al 12% è in contrazione rispetto allo scorso anno, segno di una minore esposizione a medio e lungo termine verso il sistema creditizio.

NB: Il patrimonio viene espresso utilizzando un prospetto definito “conto”, la cui colonna di sinistra (in questo caso l’attivo) è definita il “dare”, mentre la colonna di destra (in questo caso il passivo è definita “avere”.
I termini convenzionali “dare” e “avere”, quindi significano rispettivamente sinistra e destra. Nel dare rileviamo le variazioni finanziarie attive, mentre nell’avere le variazioni finanziarie passive e del patrimonio netto.
Il fatto che nella presentazione qui proposta l’attivo sia indicato sopra il passivo (e non a sinistra) deriva da esigenze grafiche.
Si noti anche che l’attivo e il passivo più patrimonio netto devono sempre essere uguali, in quanto nell’attivo sono indicati gli investimenti dell’impresa, vale a dire dove sono andati a finire i soldi a disposizione, mentre nel passivo sono indicati i finanziamenti, cioè la provenienza del denaro di cui l’azienda dispone, sia proprio sia di terzi.
È chiaro che le due facce della stessa somma di denaro non possono essere diverse.

 

L'indice di liquidità dato dal rapporto tra attivo circolante e debiti a breve scadenza può essere ritenuto un buon indicatore della capacità dell'impresa di far fronte alle passività correnti con crediti commerciali e disponibilità liquide. Quindi un rapporto pari o vicino ad 1 è di solito ritenuto un buon risultato. Dalla tabella Veratour ed Eden sono su tale livello; mentre Costa Crociere ed Alpitour hanno indici mediamente più bassi. Veratour mostra un indice superiore ad 1, che però non sempre è un dato positivo poiché potrebbe celare difficoltà a riscuotere i crediti verso i clienti. 
L'indice di indebitamento è dato dal rapporto tra il totale attivo e il patrimonio netto e quindi mostra quanti investimenti sia in capitale fisso sia corrente i soci sono riusciti ad effettuare utilizzando il capitale proprio e quanto invece si è dovuto fare ricorso ala capitale di terzi.
In pratica, tranne Costa che si attesta su valori tra 1 e 2, cioè di sostanziale maggior ricorso a capitale proprio, gli altri big sono finanziati principalmente da fonti esterne. Considerando la media di 1,44 per la totalità dei 60 bilanci dei tour operator esaminati, gli indici dei big, tranne Veratour, non sono nella media. Segno che gli investimenti sono finanziati anche da capitale di credito che può essere interpretato in modo positivo visto che il Roa (Return on asset), cioè la redditività misurata sull'attivo di bilancio, è tornato ad avere indici positivi. Esiste una notevole disomogeneità nella composizione dell'attivo di bilancio, da un lato, tra Costa Crociere e Alpitour con una incidenza delle immobilizzazioni sull'attivo di bilancio rispettivamente del 94,4% e dell'78,8%, frutto degli investimenti nelle navi per Costa e villaggi turistici e compagnia aerea per Alpitour. Infatti il valore della flotta di Costa si attesta intorno a 6,9 miliardi di euro.
Balza agli occhi l'utile d'esercizio del 16,8% di Veratour; mentre il risultato consolidato del Gruppo Alpitour torna in positivo (1,3%). La situazione patrimoniale dei tour operator esaminati (con esclusione di Costa Crociere, che ha una incidenza degli investimenti fissi del 94,4% sul totale, riconducibili alla proprietà delle navi e che quindi abbiamo escluso dal calcolo delle medie) è in linea con il quadro finanziario dello scorso anno e conferma le modifiche sostanziali rispetto alle incidenze assunte nel corso degli ultimi dieci anni. Sul fronte dei finanziamenti l'incidenza del capitale proprio nel 2016 che viene evidenziata nei bilanci è del 35,7% del totale del passivo e patrimonio netto.

Si riscontra che il patrimonio più rigido è quello di Aeroviaggi, con circa 93% di immobilizzazioni, dovuto principalmente alla proprietà delle strutture ricettive, segue Ovest. Si nota che quasi tutti i tour operator che rientrano in tale cluster (imprese tra 30 e 100 milioni di fatturato) hanno tenuto un buon indice di liquidità, segno di una efficiente gestione di tesoreria.

E’ diminuito il numero di operatori che sono rientranti nel cluster delle imprese con valore della produzione tra 15 e 30 milioni passati nel corso degli anni precedenti.

Anche per le imprese di tale cluster la media degli indici di liquidità è buono, anzi tutti gli operatori sono molto vicini alla media di 1,2 del cluster. Segno che sono riuscite a mantenere una buona gestione di tesoreria.

Il conto economico rappresentato in forma scalare mostra i risultati intermedi molto significativi che, oltre al reddito d’esercizio, aiutano a capire come è andata l’azienda nel corso dell’esercizio chiuso. Preme precisare che da tale prospetto abbiamo deciso di escludere l’incidenza dei valori dal bilancio di Costa Crociere, che evidentemente da sola contribuisce per il 51,4% di share dell’intero comparto della produzione turistica. Particolare attenzione è dato all’Ebit (Earning before interest and tax), denominato anche margine operativo, che indica il rendimento dell’attività tipica dell’impresa. Come era intuibile la maggiore incidenza è data dai costi della produzione, che sono principalmente costituiti dai costi variabili dei servizi inclusi nei pacchetti turistici e direttamente usufruiti dai viaggiatori e dal costo del lavoro.

Il Roe (Return on equity) è stato calcolato dividendo il reddito d’esercizio sul capitale proprio e indica il rendimento sui capitali investiti dalla proprietà nell’impresa. Dopo un 2012 disastroso l’indice torna con un risultato positivo anche se si tratta come sempre di una media e di un indice che nel settore del tour operating non è mai stato molto significativo. Infatti sono relativamente pochi gli operatori ad avere un capitale proprio molto consistente, come ad esempio Costa Crociere con un patrimonio netto che rappresenta il 75,6% del totale passivo e netto; mentre la stragrande maggioranza dei tour operator sviluppano un valore della produzione notevolmente superiore al livello del capitale proprio.

Il Roa (Return on asset) è dato dal rapporto fra il risultato operativo o Ebit e l’attivo di bilancio e indica la capacità produttiva dell’impresa.
Il Ros (Return on sale) è stato calcolato come rapporto tra Ebit e valore della produzione.

Il valore della produzione è espresso come totale dei quattro valori riferiti a ciascun tour operator.

**Il valore della produzione (punto A del conto economico) è dato dalla somma dei “ricavi delle vendite e delle prestazioni” (punto A1), che costituiscono la voce di gran lunga prevalente, più importi minori e cioè “altri ricavi e proventi”.

Si nota che il valore dell'Ebit sul valore della produzione che abbiamo calcolato (Ros = Return on sale) del 6,10% (4,75 % nel 2015 ) è decisamente influenzato dall'ottimo risultato di Costa Crociere; mentre i risultati degli altri Operatori sono inferiori alla media. 

Buona la performance di Veratour  che pur in presenza di un decremento delle vendita del 6,2% ha migliorato il risultato dell'esercizio ed anche il valore aggiunto e l'Ebit segno che è riuscita a contenere i costi e migliorare l'efficienza dei fattori produttivi.
Il valore della produzione è indicato per il totale risultate dei conti economici esaminati (per Alpitour è stato considerato il bilancio consolidato). I restanti indici sono calcolati in percentuale sul valore della produzione in modo da esprimere l’incidenza di ciascuna parte del conto economico sulla produzione realizzata dal Tour Operator.

Vien in evidenza l’ottima performance di Nicolaus che ha incrementato del 40% il volume dei ricavi ed ha conseguito un Ebitda di circa l’8,3% rispetto al dato del 2015 pari al 3,80%. Le direttrici di sviluppo del t.o. hanno riguardato il consolidamento della presenza nei villaggi Nicolaus Club soprattutto in Italia, con particolare riguardo per la Puglia, da sempre meta preferita dei prodotti del t.o., e in parte nelle isole greche di Rodi e Creta.

Non è quindi del tutto casuale che, come per Aeroviaggi, i buoni risultati provengano da una oculata gestione delle strutture ricettive riconducibili al t.o.
I trend positivi di diverse aziende sono pertanto da attribuire a scelte strategiche di investimenti in strutture ricettive che hanno portato a realizzare selezioni di prodotto molto apprezzate dalla clientela e su destinazioni geografiche che hanno consentito di mettere al riparo i t.o. dalle cancellazioni di viaggi in Paesi e città purtroppo coinvolti dagli attentati terroristici.

     

Come lo scorso anno non si tratta di una classifica in quanto il criterio con il quale sono stati elencati i tour operator della tabella 17 segue l’ordine decrescente del valore della produzione nel 2016. Infatti Nicolaus ha aumentato del 40% il fatturato rispetto al 2015 con un notevole incremento dell’Ebit (risultato operativo); mentre altri operatori che hanno conseguito incrementi delle vendite più contenuti hanno però migliorato in modo più marcato l’Ebit come Costa Crociere ed Alpitour. Si vedano Alidays, Meridiano che in presenza di un incremento contenuto ma non trascurabile del fatturato del 7% hanno conseguito ottimi miglioramenti dell’Ebit.

Quest’anno l’analisi comparata dei bilanci ha permesso di inquadrare l’attività dei tour operator italiani nel più vasto panorama europeo consentendo un confronto più ampio.

*consulente fiscale e sindacale di Fto (Federazione del Turismo Organizzato) aderente a Confturismo-Confcommercio

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