Gli affitti brevi nel caos normativo

Riordinare gli affitti brevi e le locazioni turistiche diventa prioritario per Aigo Confesercenti, che denuncia come la cedolare secca del 21% non venga applicata e intanto fioriscono le ‘imposte’. L’appello è al nuovo Governo perché fermi “questo dsequilibrio nel settore dell’ospitalità ricettiva italiana”, dice il presidente  Agostino Ingenito.

“Serve una flat tax per l’utilizzo a fini turistici degli immobili che consenta di riequilibrare le tante storture di un settore diventato ormai vitale e fondamentale per l’economia di migliaia di famiglie italiane e che sta garantendo introiti certi agli enti locali con l’incasso milionario di imposte di soggiorno e tributi locali”, sottolinea.

Fioccano, infatti, gli accordi tra Airbnb e le città italiane per incassare la tassa di soggiorno, la società ha un dialogo aperto con venti amministrazioni e chiuso il patto con Genova, Bologna, Firenze e Milano. Intanto Roma ha appena annunciato l’introduzione di una fee giornaliera di 3,5 euro per chi soggiorna in case private, pubblicate sia sulle piattaforme online sia con annunci. Infine, la legge regionale lombarda che voleva un codice identificativo per gli host viene bloccata con l’impugnazione del Consiglio dei ministri cui la Corte Costituzionale dovrà una risposta. Lo stesso è accaduto con la Toscana mesi addietro.

“Il rischio è uno scontro eterno in Conferenza Stato Regioni per le competenze nel settore turistico. Il tutto in un quadro in cui anche le misure già decise a livello nazionale faticano a partire”, spiega Aigo Confesercenti.

“Inoltre, la cedolare secca del 21% prevista per gli affitti brevi ed imposta dal Parlamento non viene applicata – continua-. Dopo mesi dall’avvio del provvedimento non è ancora chiaro se e quando le piattaforme internazionali come Airbnb e Booking.com, che si rifiutano di essere sostituti di imposta, rivendicando una competenza normativa europea e una non stabile organizzazione in Italia, la preleveranno per conto dei possessori di immobili messi sul mercato per affitti brevi. Un groviglio burocratico e una non chiara interpretazione della Magistratura che non solo hanno messo in discussione l’impianto normativo, già assai complicato e poco fattibile, ma hanno aperto una prateria di illegalità ormai diffusa che danneggia chi gestisce queste attività rispettando normative e pagando tributi”.

In pratica, il nuovo Governo deve adottare una semplificazione ed armonizzazione delle norme nazionali e regionali “anche per evitare il rischio che gli host si ritrovino soggiogati da monopoli internazionali e tartassati dai balzelli degli enti locali che vogliono riempire le proprie casse vuote”. p.ba.

Tags: ,

Potrebbe interessarti