Barceló in Italia: dopo Eden, il vettore e la distribuzione

Un player internazionale e integrato non può mai fermarsi. Svanito il sogno – a lungo concepito – di integrarsi con NH Hotels creando così un colosso composto da 600 alberghi per 109mila camere sparse tra Europa, America Latina e Stati Uniti e un fatturato di 4 miliardi di euro, il copresidente del Gruppo Barceló, Simón Pedro Barceló, non si è arreso e ha spostato lo sguardo oltreconfine.

Se attraverso il marchio Ávoris, la divisione di tour operating, riuscirà a rilevare le attività di Eden Travel Group, lasciando al presidente Nardo Filippetti la business unit alberghiera, il gruppo spagnolo non si fermerà lì nei suoi piani "italici". Si parla già di una compagnia aerea e della mossa distributiva.

Certo le trattative sono entrate in una fase delicata. Entrambe le parti lo sanno bene, visto che circa 4 anni fa ci sarebbero stati – secondo fonti attendibili – i primi avvicinamenti per creare una joint venture che portasse ad una reciproca commercializzazione dei resort-villaggi, anche se poi non se ne fece nulla.

Se le notizie ufficiali sulla conclusione dell’accordo, che darebbe il via all’acquisizione di Eden da parte di Barceló – questa volta più incisivo attraverso un ingresso nel capitale sociale – non trapelano, la ragione sarebbe da imputarsi proprio ad alcune clausole di garanzia che risulterebbero ancora da affinare, con inevitabili ripercussioni sul definitivo valore economico della transazione che alcune fonti danno stimato nell'ordine tra i 70 e i 90 milioni.

Ma dicevamo che la mossa potrebbe essere preludio ad un ulteriore passo espansivo in Italia. E infatti già si parla di acquisizioni in campo distributivo. Attualmente sono almeno tre i nomi (di network di agenzie di viaggio) in circolazione per la campagna acquisti, anche se alcuni rumors ipotizzano, per un gruppo dinamico come Barceló, il lancio di un nuovo modello di distribuzione integrata, più simile alla formula in franchising e in grado di orientare meglio le vendite di quanto possano fare delle tradizionali affiliazioni.

Più certo, invece, lo sviluppo in campo aereo: Evelop, la compagnia aerea del gruppo Ávoris, ha iniziato a muovere i primi passi in Italia. Ha già assunto personale per iniziare, prevedibilmente alla fine di quest'anno o all'inizio del 2019, il progetto di unire l'Italia con i Caraibi. Lo staff Evelop ha lavorato nel Belpaese per qualche tempo, per ottenere il certificato di operatore aereo (Coa) ed essere in grado di operare direttamente da qui, secondo le fonti della società con sede a Palma di Maiorca. Evelop vola attualmente verso Cuba, Riviera Maya e Repubblica Dominicana, ma lo fa da aeroporti spagnoli e ora potrebbe lanciare servizi diretti a lungo raggio dall'Italia.

Ma se i grandi gruppi non possono sottrarsi alle evoluzioni (in questa notizia vi spiegavamo del sogno della online travel agency, ad esempio), è anche vero che potrebbero venir rapiti dal desiderio di dismettere. Lo stesso Simón Pedro Barceló ha dichiarato di recente che l’obiettivo primario di Ávoris è la crescita, “ma non scartiamo nemmeno quello della vendita”. I colpi di scena potrebbero quindi proseguire.

Il 2017 del Gruppo Barceló ha registrato 380 milioni di euro di Ebitda, che raggiungono i 500 milioni considerando la cessione di Bay Hoteles. Il risultato netto è stato di 150 milioni di euro, 25 milioni in più del 2016. l.d.

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