Lo sciopero Sncf costa alla società “oltre 20 milioni di euro al giorno”

E' stato un martedì nero per i trasporti quello di ieri in Francia. Per un duplice motivo. Come si legge su fonti di stampa, in contemporanea con il primo giorno di sciopero dei treni, migliaia di manifestanti hanno protestato a Parigi, tra la Gare de l'Est e la Gare Saint-Lazare, contro la riforma ferroviaria voluta dal presidente Emmanuel Macron. Ciò che viene contestato è la fine dello status di ferrovieri e la liberalizzazione del settore con l'apertura alla concorrenza come avvenuto in quasi tutti i Paesi della Ue.

Al corteo si è unita anche una folla di studenti che ha solidarizzato con i ferrovieri. Non sono mancati attimi di tensione, come evidenziato da alcuni media. Ad incrociare le braccia sono stati i quattro sindacati più rappresentativi della Sncf, le ferrovie dello Stato, il che concretamente voleva dire un solo treno Tgv su otto, un treno regionale su cinque e tre Eurostar su quattro verso Londra e Bruxelles. Nessun treno verso Italia, Spagna e Svizzera. Dal canto suo la compagnia ferroviaria aveva preventivato che si sarebbe trattato di un giorno di "traffico molto perturbato".

Intanto un portavoce del gruppo ha fatto sapere che lo sciopero dei treni della Sncf costa alla società "oltre 20 milioni di euro al giorno". Stima che comprende i mancati incassi relativi a biglietti, vendite sul treno, rimborsi e sostituzioni.

Il grande sciopero sarà distribuito su tre mesi, fino a fine giugno.