Adriano Meloni: “Ecco la mia Roma”

Adriano Meloni si è dimesso dalla carica di assessore al commercio e turismo del Comune di Roma Capitale. Una decisione che non è frutto di polemiche, spiega a Guida Viaggi, "già a luglio del 2017 avevo espresso questo desiderio al sindaco e lo scorso ottobre mi sono dimesso dalla carica di assessore, ma non con effetto immediato". A quanto dichiarato il suo sostituto è stato trovato, "non si è ancora insediato, avverrà da qui a fine mese". Non c'è fretta, insomma.

Meloni ci tiene a sottolineare che ha "lavorato molto bene con il sindaco, abbiamo fatto delle belle cose e i dati lo dimostrano, per questo desidero mantenere un rapporto di collaborazione", afferma a Guida Viaggi. Però in consiglio comunale ci sono "48 consiglieri e si può avere al massimo un quarto di assessori per questo non è possibile aggiungerne un altro al turismo, scorporato dal commercio". Si sta cercando di trovare una formula perché Meloni possa continuare a lavorare "lato turismo e moda per restare al servizio del sindaco e della città". 

I risultati
Meloni è soddisfatto dei risultati ottenuti ed è consapevole di ciò che si deve ancora realizzare. Parte dai numeri, da quel +17% di spesa turistica realizzato nel 2017. Un risultato di cui è orgoglioso e che non è l'unico. "In ambito turistico abbiamo preso in mano una situazione non gestita, si pensava che Roma si vendesse da sola, dal 2000 al 2014 è passata da 7 a 14 mln senza un aumento di spesa complessiva. Abbiamo quindi impostato una strategia chiara – afferma Meloni -, basata sulla qualità del turismo. Abbiamo lavorato sul fronte voli, potenziando quelli che portano un turismo high level. Si è investito sul lungo raggio e su mercati precisi tra Nord America, Russia, Giappone e Australia".

Numeri alla mano si sofferma sul +3% messo a segno dal totale arrivi del 2017 e sul +5% nei 5 stelle. A concorrere a questi risultati anche la creazione del Convention Bureau, "atteso dagli operatori, nell'arco di un anno siamo riusciti a crearlo, il 21 giugno del 2017. Abbiamo avuto 70 richieste in 9 mesi, 29 congressi di cui 10 con oltre mille delegati. Nel mese di ottobre ne sono in arrivo 7mila, più lo staff e le famiglie". Tra le mosse fatte Meloni ricorda che è stato "ripristinato il piano fiere", con la presenza agli appuntamenti b2b. Si sta interagendo con i blogger per un posizionamento della città, da qui gli inserti su alcune riviste come il National Geographic tedesco. 

Non sono mancati gli interventi sul fronte dell'accoglienza, "abbiamo lavorato con gli operatori per migliorare l'esperienza che il turista può vivere, a partire dai voli. Stiamo, infatti, lavorando ad una visione complessiva del viaggio. Abbiamo investito anche sui corsi di formazione e galateo ai tassisti, perchè siano in grado di suggerire degli spunti di visita ai turisti". 

Il programma ha previsto anche un innalzamento del livello di qualità degli alberghi. Dal luglio del 2016, data dell'insediamento, si è passati dai 36 ai 41 hotel a 5 stelle. Inoltre, "oltre all'occupazione anche il Revpar sta crescendo". 

Da fare
Meloni è consapevole che bisogna "tenere d'occhio i numeri", che c'è "ancora molto da fare sui congressi, spalmando meglio sulla città e sulla stagionalità, per riempire gli hotel in bassa stagione e su questo il Convention Bureau ha avuto un impatto positivo". L'obiettivo è chiaro: "Entro tre anni vogliamo arrivare al 3° posto a livello mondiale per i congressi. Ora siamo al 17esimo, ma quest'anno vogliamo essere nella top ten. Quello del podio in tre anni – afferma – è un obiettivo raggiungibile, abbiamo le carte in regola, ma c'è ancora da fare anche sulla ricettività". 

Meloni ha anche rispolverato il protocollo del turismo sostenibile, firmato nel novembre del 2017 a Bto. Un protocollo per il monitoraggio dell'impatto che il turismo ha sulla città. "Il Mibact ha sposato l'iniziativa ed ha stanziato 6 milioni di euro per il sistema di monitoraggio dei flussi. Vogliamo essere un esempio per il resto del Paese per accrescere il grado di consapevolezza". Ed è così che, quando gli chiediamo come deve essere la "sua" Roma, Meloni afferma: "Deve essere come quella dei vecchi splendori, un faro culturale per il mondo". s.v.

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