EDITORIA - EVENTI - SERVIZI DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

Con la gestione dell’ex Nova Yardinia a Castellaneta Marina, in Puglia, Bluserena si mette in evidenza per un investimento importante che si pone l’obiettivo di valorizzare la destinazione e riqualificare l’intero comprensorio. Significativo il restyling e il cambio di approccio: il polo vacanziero prende il nome di Ethra Reserve con un’offerta diversificata per ogni target. Dal 5 stelle con thalasoterapia (la Spa più grande d’Italia per questa specializzazione), ecolodge di categoria lusso, un villaggio a 4 stelle e uno per le famiglie. In tutto 887 camere, misure adatte anche al segmento mice dove il centro congressi da 687 posti e ulteriori 22 sale modulabili rappresenta una soluzione ricercata da chi organizza congressi in Italia.

Abbiamo intervistatao Silvio Maresca, amministratore di Bluserena Spa, per chiedergli dello sviluppo dell’azienda di famiglia che guida dal 1988

Siete protagonisti di un impegno finanziario importante con l’Ethra reserve (10 milioni di euro), cosa l’ha motivata nel prenderlo in carico?

“L’Italia in crescita, la Puglia in crescita. Una struttura bella in un luogo unico, sebbene da ridisegnare e ristrutturare. E in questa prospettiva abbiamo avuto un plus da giocarci:  abbiamo know how e capacità di progettare, costruire, ristrutturare: da decenni costruiamo e ristrutturiamo tutti i nostri villaggi, grazie alle società specializzate del nostro gruppo”.

Quali progetti di internazionalizzazione della clientela avete per allungare la stagione (in tutti i vostri villaggi)?

“Non abbiamo alcuna ossessione di “destagionalizzazione”. Ottima cosa una stagione lunga se le condizioni sono ottimali. Ma meglio una stagione di media durata con occupazione 100% e tariffe corrette, che non una lunga stagione economicamente poco sostenibile.  Finora la clientela e i tour operator esteri non hanno offerto condizioni remunerative. Ora gli equilibri stanno forse cambiando, abbiamo già alcune collaborazioni importanti e inoltre stiamo esplorando con attenzione diversi mercati esteri. Naturalmente facciamo in modo che i nostri servizi siano friendly per l’ospite estero ma vogliamo che il nostro prodotto abbia un ‘marchio di fabbrica’ italiano”.

Quali sono i tre ingredienti cruciali per gli investimenti nell’immobiliare turistico in Italia?

“La vicenda Valtur può rispondere per me. Un buon gestore, solido, organizzato, e con un’adeguata cultura industriale è un pre-requisito di qualsiasi investimento immobiliare nel settore. Un canone corretto, proporzionato al margine lordo atteso, è altro requisito essenziale. L’illusione degli investitori di poter percepire a lungo termine canoni che assorbono il 70-80-100% del margine atteso è destinata a sfumare nel breve termine. Ancora più drammatica è la prospettiva lato affittuari:  l’effetto sui gestori di canoni siffatti si è visto a occhio nudo nei fallimenti degli ultimi anni”.

Un sogno di conquista (investimento immobiliare alberghiero) ancora non realizzato?

“Non abbiamo sogni di conquista, misuriamo i nostri passi e valutiamo le opportunità. Soprattutto non intendiamo affollarci dove si affollano in tanti. Non vogliamo contenderci strutture esistenti se non a condizioni sostenibili. Ed il mercato attraversa fasi di incontrollata euforia che allontanano la sostenibilità. Abbiamo appena comprato una bella struttura nel Nord della Sardegna, a completamento della nostra offerta sull’isola. Guardiamo con interesse alle aree sicure del Mediterraneo”.

A Tourism Investment, il 16 aprile a Milano, Silvio Maresca è candidato agli Hospitality Award per la categoria “Investment & Management” e concorre con TH Hotels&Resort per il Campiglio Golf Hotel e con Blu Hotels per il Park Hotel Casimiro. Bluserena ha chiuso la stagione 2017 con 950mila presenze. Nel 2018, con le nuove acquisizioni, il gruppo offrirà 4mila camere nei 9 villaggi a 4 stelle e nei due hotel 5 stelle. Complessivamente dà lavoro a 2.500 collaboratori, con l’obiettivo di superare 1,2 milioni di presenze turistiche quest’anno.