La via digitale per vendere ancillary in hotel

Se l’industria aeronautica ha adottato la pratica del cross-selling e dell’up-selling per incrementare i ricavi, anche il settore alberghiero potrebbe avvantaggiarsi delle ancillary e completare al meglio l’esperienza di soggiorno dei suoi ospiti.

Una ricerca di iSeatz, società tecnologica specializzata nelle soluzioni di ancillary booking, insieme a  Phocuswright, ha promosso una ricerca sull’argomento. L’analisi identifica i segmenti e i dettagli di preferenza dei  business traveler, ossia le aree dove i viaggiatori sono propensi a spendere.

Le compagnie aeree rappresentano un buon esempio di come vendere i servizi accessori, un tesoro da 28 miliardi di dollari tra priority booking, fee sui bagagli, noleggio auto e tanto altro. Per gli alberghi si possono ipotizzare servizi nella fase di checkout, merchandising. Alcuni albergatori sono restii a mettere in pratica questa prassi di vendita in quanto sostengono di non avere sufficiente tecnologia e soprattutto il proprio personale risulta impegnato in tante altre attività. Da qui la ricerca indica la strada della tecnologia digitale per promuovere le ancillary in hotel. Tra i servizi più richiesti dai business traveller, l’accesso al wifi, orari flessibili per check in e check out. Il 70% ha dichiarato di essere interessato a cenare in hotel, acquistare dai punti vendita in albergo e farsi organizzare i trasferimenti. La fascia più giovane dei viaggiatori d’affari richiede inoltre attività sportive e sono più ricettivi al trend bleisure. Altre voci interessanti di acquisto sono il parcheggio, le polizze assicurative, i biglietti per attrazioni e musei.

 

 

 

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