In viaggio tra archeologia e leggenda

Il titolo di Capitale europea della cultura di cui si è fregiata Pafos nel 2017 ha portato un evidente beneficio turistico all'intera isola di Cipro, che offre sostanzialmente due motivi di attrazione: archeologia e leggenda da un lato, natura e mare dall'altro. Lo scorso anno è stato molto positivo dal punto di vista dell’incremento complessivo dei visitatori, che hanno fatto registrare un + 14,6%. Anche gli arrivi dall'Italia – come rivela l'Ente nazionale del Turismo – sono tornati a crescere con un aumento di circa l’8% rispetto al 2016: in tutto, i visitatori italiani sono stati circa 20mila. E ci si aspetta che la tendenza continui a migliorare, grazie anche ai nuovi collegamenti aerei avviati e annunciati nell'anno in corso. Cipro nel 2017 ha accolto 3,2 milioni di turisti; il più alto numero di arrivi proviene dalla Gran Bretagna, tra il 60 e il 70% del totale, seguono Russia e Germania.
Il turismo è la prima voce del Pil e la concentrazione delle popolazioni locali sulle attività legate all'accoglienza, in un indotto a larghi centri concentrici, è molto evidente.
Pafos è la prima meta dell'isola, dove l'estate è lunga e le basse stagioni sono miti e piacevoli.
Il mare è cristallino e invitante, mentre l'offerta alberghiera pensa a tutti, ma in maniera particolare alle famiglie.

Le tombe dei re
A due passi dalla città – tanto vicino che non ci si può sottrarre dalla vista del cemento – si trovano le splendide “Tombe dei re”, risalenti al terzo secolo avanti Cristo, ove venivano sepolti i funzionari di alto rango, poste in riva al mare per facilitare a Caronte il compito di trasportare le anime nell'aldilà.
Architettonicamente si tratta di spazi sotterranei molto scenografici, scanditi da colonne e aperti verso il cielo. Il parco archeologico di Kato Pafos, situato nei pressi del porto di Pafos, è celebre grazie ai suoi mosaici, vere storie per immagini, conservati in quelle che un tempo erano lussuose ville romane (dal II al IV secolo d.C.) come la Casa di Dioniso, quelle di Teseo, di Aron, di Orfeo.
Sempre presso Pafos, importante è la chiesa della Panagia Chrysopolitissa, costruita nel XIII secolo sopra le rovine di una grande basilica bizantina. Qui si può vedere la colonna alla quale San Paolo fu legato e frustato prima che il governatore romano Sergius Paulus si convertisse al cristianesimo.

La roccia
A 40 chilometri dalla città, infine, vibrante di leggenda, si staglia tra cielo e mare la roccia nei pressi della quale nacque, da acque spumeggianti, Afrodite, la dea dell’amore, della bellezza e della fertilità: sulla costa di Pafos infatti, nei pressi di Capo Aspron sorge Petra tou Romiou, il divino scoglio.
La Pafos moderna è, come molti altri luoghi del Mediterraneo, urbanisticamente confusa; la fretta del costruire, negli ultimi cinquant'anni, è stata travolgente. Grazie anche ai fondi dell'Unione europea, varie parti del centro sono state poi rifatte prendendo scrupolosa ispirazione dal linguaggio dell'architettura classica.                               .

 

Tags: ,

Potrebbe interessarti