Sardegna: il turismo nei borghi tassello del nuovo modello di sviluppo

La Sardegna del mare lascia spazio a quella dei borghi autentici, per far parlare un turismo fatto di cultura e tradizioni, tipicità e itinerari religiosi, parchi letterari e attrazioni museali che richiamano un visitatore che ha voglia di scoprire un territorio secondo un modello di turismo lento. A fare da scenografia il paessaggio naturale. I borghi diventano così un patrimonio dal molteplice richiamo, paesaggistico, architettonico, culturale e identitario che deve diventare risorsa turistica grazie alla quale poter distribuire i flussi di viaggiatori sull’intero territorio regionale per generare nuove stagionalità, rivitalizzare i territori, offrendo nuove prospettive di impiego e di sviluppo.

Il turismo nei borghi è un tassello del nuovo modello di sviluppo della Regione Sardegna. La strutturazione di un prodotto tematico ad hoc è in primo piano nella nuova legge regionale sul turismo (16/2017), che ha istituito la Rete dei borghi caratteristici della Sardegna.

Il turismo nei borghi e rurale è stato protagonista, dal 4 al 6 aprile, in occasione del primo appuntamento di Sardinia Tourism Call2Action, programma di eventi di approfondimento professionale e confronto interattivo attivato dalla Geasar, società di gestione dell’aeroporto Olbia-Costa Smeralda, e sostenuto dall’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio nell’ambito del progetto di collaborazione con il sistema aeroportuali sardo. E' stato il primo di sette eventi rivolti ad amministratori locali, operatori e professionisti del turismo sardi.

Josep Ejarque, esperto di strategie di destination management e marketing, affiancherà l’aeroporto di Olbia quale coordinatore scientifico del progetto. Nel 2018 l’attenzione si concentrerà su sei tipologie di turismi-chiave: borghi e turismo rurale; turismo culturale-archeologico; turismo enogastronomico; turismo attivo; turismo sportivo, con particolare riferimento a vela e golf; ‘turismo dei cammini’.

Ad essere protagonisti gli operatori isolani dei settori ricettivo, ristorativo e dei servizi turistici, i gestori di beni culturali, i rappresentati delle associazioni di categoria e gli amministratori locali. Gli eventi seguiranno il format del tech talk, la modalità partecipativa degli incontri favorirà l’apprendimento di competenze e tecniche utili a orientare le proposte di vacanze secondo le esigenze dell’utente. Il primo appuntamento di Sardinia Tourism Call2Action si è articolato in tre giornate, la terza delle quali è stata dedicata all'educational tour tra i borghi di Galtellì, Mamoiada e Orgosolo

I tre comuni

Galtellì è un comune che è capofila, in Sardegna, dei comuni che fanno parte del circuito dei Borghi autentici d'Italia. Tra i temi di sviluppo, secondo quanto dichiarato dal sindaco Giovanni Porcu, sta portando avanti quello legato ai pellegrinaggi, "con lo sviluppo dei cammini religiosi. Dal 2007 fa parte di bandiere arancioni il che permette di intercettare quei flussi turistici sensibili al turismo dei borghi che la Sardegna sta proponendo". Dal punto di vista dell'ospitalità il borgo conta su diversi b&b, alberghi diffusi e agriturismi che ospitano un turismo "molto variegato", dove i bacini esteri di provenienza vedono flussi dalla Spagna, Francia, dal mercato russo e dall'Argentina. "Grazie al parco letterario Grazia Deledda intercettiamo flussi internazionali che non pensavamo di poter raggiungere, inserendoci in un contesto che offre a Galtelli la possibilità di accogliere turisti da tutto il mondo".

Orgosolo conta 4mila abitanti e 100mila turisti l'anno, provenienti da tutto il mondo. Il comune ha al suo attivo, come dichiarato dal sindaco Dionigi Deledda, un "turismo attivo i cui maggiori attrattori sono l'ambiente, la storia e un nuovo elemento che è rappresentato dai murales, che ha modificato la tipologia tradizionale dei visitatori di Orgosolo". Tra i bacini di riferimento vi sono Paesi quali Canada, Giappone, Cina, "stiamo investendo sui servizi e l'offerta – dichiara il sindaco – in risposta alla domanda. Abbiamo messo in moto un meccanismo di posti letto in b&b e di attrattori turistici adatti alle diverse fasce di turismo, per poter dare un'offerta diversificata a seconda delle richieste che abbiamo, tenendo sempre fede alla tradizione".

Il percorso in atto è quello che "mette in rete le peculiarità dell'ambiente e l'identità dei comuni – afferma il sindaco di Mamoiada, Luciano Barone -. Un esempio concreto è fornito all'interno del Museo delle maschere mediterranee dove sono tre i comuni rappresentati. Serve un cambio culturale dei territori, creando un fronte comune". s.v.

 

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